Il fornitore è inadempiente? Si ha diritto al risarcimento


Di fronte a pratiche commerciali scorrette non bisogna soccombere, ma anzi, è importante far rispettare i propri diritti
Il fornitore è inadempiente? Si ha diritto al risarcimento
Può capitare che il rapporto economico con un fornitore dei servizi di energia elettrica, del gas o della telefonia si dimostri pregiudizievole, sia per una persona fisica, sia per una società, inficiandone lo svolgimento delle attività commerciali. Può altresì capitare, e si spera non troppo spesso, che tale pregiudizio si trasformi in concreta e dannosa impossibilità di avviare un’impresa.

E’ il caso di una impresa esercente attività di bar e ristorazione da me assistita in un contenzioso contro una nota azienda fornitrice di energia elettrica del mercato libero.
Ricostruendo brevemente i fatti, la società erogatrice di energia elettrica aveva richiesto alla società di bar e ristorazione il pagamento di 3.827,70 euro per consumi che, in realtà, dovevano essere imputati all’impresa che precedentemente era titolare dell’utenza.

Abusando della propria posizione dominante, la società fornitrice esigeva il pagamento della somma citata pena il distacco del servizio di fornitura. Distacco che, purtroppo, è avvenuto, comportando un ingente pregiudizio all’attività di bar e ristorazione, fino a cagionare l’interruzione totale dell’attività a breve distanza dall’inaugurazione della stessa.

La suddetta attività di ristorazione, pur non essendo responsabile del debito accumulato dal precedente titolare della fornitura, ha comunque provveduto al pagamento di quanto richiesto, data l’urgenza di far ripristinare l’erogazione dei servizi e la necessità di poter, quindi, svolgere l’attività. Nonostante ciò, l’azienda fornitrice non ha provveduto a riattivare la fornitura con conseguente aggravarsi del pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale sino ad allora arrecato, fino a condurre, in ultimo, all’infausto epilogo della chiusura dell’esercizio commerciale!

Citata innanzi al Giudice di Pace, la società fornitrice è stata condannata alla corresponsione della somma di 5 mila euro a titolo di ristoro di tutti i danni cagionati alla società per inadempimento contrattuale e indebita percezione di un corrispettivo non dovuto. Nonostante le evidenti prove testimoniali e documentali contrarie, il fornitore ha comunque deciso di impugnare la pronuncia.

Le conclusioni dell’impugnazione sono verosimilmente immaginabili: ovvero conferma della sentenza di primo grado e ulteriore condanna a rifusione di spese legali. Il punto focale è che di fronte a tali pratiche commerciali scorrette non bisogna soccombere, ma anzi, è importante far rispettare i propri diritti e chiedere, nel caso, il risarcimento per i danni subiti.

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