Il lavoro occasionale e le collaborazioni autonome


Si tende a confonderli mentre tra i due istituti esistono notevoli differenze
Il lavoro occasionale e le collaborazioni autonome
Con l’introduzione della Decreto legge 52 del 17 marzo 2017, è stato abrogato dal nostro ordinamento giuridico il "lavoro accessorio" ed i così detti dei "Vaucher " introducendo, pochi giorni dopo, una nuova disciplina sul lavoro occasionale.
Il lavoro occasionale è stato introdotto per la prima volta dalla "Riforma Biagi" con l’intento di dare ai datori di lavoro uno strumento che gli consentisse di regolarizzare rapporti di lavoro di breve durata e di piccola entità economica che, diversamente, sarebbero potuti finire nell’ambito del lavoro nero. Nel corso degli anni ha subito ripetute modifiche e cambiamenti sempre nell’intento di rendere più difficile l’uso elusivo, ma il termine «occasionale», è utilizzato nuovamente dal legislatore e questo può trarre in inganno e portare ancora una volta a confonderlo con il "lavoro autonomo occasionale" ex articolo 2222 c.c." mentre tra i due Istituti esistono notevoli differenze.

Il lavoro occasionale è un contratto mediante il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità, entro i limiti di orari e compensi fissati dalla legge (4 ore giornaliere di lavoro - minimo 36 euro - anche nel caso di prestazioni di durata inferiore), nel rispetto dei riposi giornalieri, delle pause e dei riposi settimanali

Si individuano quattro distinti ambiti di operatività: ai fini privati, ossia in favore di committenti persone fisiche che operano al di fuori della loro attività professionale o imprenditoriale; (così detto libretto di famiglia); ai fini professionali o d'impresa; in favore di pubbliche amministrazioni; per le prestazioni degli steward in favore delle società sportive. Inoltre ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, non potra percepire compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; Mentre ciascun utilizzatore, con riferimento alla tonalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro (in misura pari al 75 per cento del loro importo nel caso di pensionati, under 25 o disoccupati come stabilito dal c. 8 dell'art. 54-bis). Ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, non potrà percepire a compensi di importo non superiore a 2.500 euro e che non superino le 280 ore in un anno civile.

L’intera gestione dei rapporti di lavoro occasionale è condensata in una sezione del sito internet dell’INPS: la piattaforma "PRESTO" all’interno della quale si trovano tutti gli strumenti necessari per la dichiarazione delle parti ed il pagamento dei compensi.

Con questa tipologia di prestazione l'azienda committente può beneficiare di una prestazione non continuativa nella completa legalità, con copertura assicurativa Inail, sempre che non abbia un organico superiore ai cinque dipendenti a tempo indeterminato.

Il lavoro occasionale pertanto ben si presta per brevi e piccole prestazioni lavorative (improvvisi incrementi di produttività o sostituzioni di dipendenti) che però mantengono le caratteristiche della subordinazione.

Il lavoro autonomo occasionale o contratto d'opera, è previsto dal codice civile all'articolo 2222, e non ha subito alcun mutamento né abrogazione neppure con l'avvento dell'ultima normativa, si realizza quando una persona si obbliga a compiere nei confronti del committente dietro un corrispettivo, un'opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione. I caratteri essenziali dunque sono:
a) prestazione di lavoro a carattere prevalentemente personale del collaboratore;
b) assenza di vincolo di subordinazione;
c) corresponsione di un corrispettivo;
d) l'oggetto della prestazione deve consistere in un'opera o un servizio.
Oggetto dell'obbligazione è il risultato finale e non la prestazione intesa nella sua dimensione oraria, ed il rischio fa capo al prestatore d'opera stesso; manca altresì la soggezione del prestatore al potere gerarchico. L'impegno è prevalentemente proprio. Il lavoro deve essere svolto dunque in effettiva autonomia, non devono quindi rilevarsi indici di subordinazione.

Se non esercitata abitualmente, la prestazione autonoma occasionale rientra nell'articolo 67 lettera l) del Tuir dei redditi diversi con applicazione della ritenuta di acconto del 20%. Sulle prestazione non è stabilita una soglia minima, c'è solo un limite economico di euro 5.000, oltre il quale necessita l'iscrizione del collaboratore alla Gestione Separata dell'Inps.

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di Roberto Ardau

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