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Il Lobbying nella Pubblica Amministrazione: problematiche e soluzioni!


Parliamo di lobbying, nelle sue diverse forme e variazioni, sia a livello ufficiale, sia a livello non ufficiale, però ad ogni modo una attività antipatica...
Il Lobbying nella Pubblica Amministrazione: problematiche e soluzioni!

 

Parliamo di lobbying, nelle sue diverse forme e variazioni, sia a livello ufficiale, sia a livello non ufficiale, però ad ogni modo una attività diciamo sfortunatamente “antipatica” agli occhi di tante persone che addirittura non conoscono cosa sia esattamente e cosa significhi o possa significare, perché pensano essere un’attività illecita, principalmente perché non conoscono il lobbying formale legale, fatto in modo trasparente e per il bene; abbiamo, però, bisogno di parlare prima di democrazia, trasparenza e pubblicità.

In linea generale, senza approfondire il tema democrazia, questa è la forma di governo in cui la sovranità è esercitata dal popolo.
Cioè, i cittadini attraverso i meccanismi di consultazione popolare, sia diretta sia indiretta, possono liberamente scegliere ed eleggere i suoi rappresentanti. Lo strumento di scelta è il suffragio, cioè, il diritto di voto. E questi rappresentanti, dopo essere stati eletti e scelti dalla maggioranza, rappresenteranno i diritti e gli interessi di tutti, anche di quelli che non li hanno scelti.

Come ho detto, non approfonderò qui ovviamente il tema democrazia, il suo sviluppo storico, le sue facce e le sue peculiarità, perché avrebbe bisogno di almeno 100 pagine e mesi di studio. Allora, è importante sottolineare qui che questi politici eletti dal popolo, direttamente o indirettamente, rappresentanti di diritti e anche difensori degli interessi pubblici, rappresentano tutta la collettività, anche quelli che non votano o quelli che hanno deciso di non esercitare il proprio diritto di suffragio. Questo è un principio fondamentale previsto nell’articolo 1 della Costituzione Italiana.

Per quanto riguarda alla trasparenza, questo istituto è fondamentale per l’esistenza della democrazia ed è anche un principio basilare della pubblica amministrazione previsto nella legge 241/1990. Cioè, non esiste un regime veramente democratico con rappresentanti eletti dal popolo se non è presente la trasparenza. La trasparenza è presupposto necessario per l’esistenza della democrazia. Questo moderno istituto, la trasparenza, nuovo nella nostra vita in società, è garante o almeno dovrebbe garantire l’uso responsabile delle risorse pubbliche e accesso a tutte le decisioni che riguardano l’interesse pubblici dei cittadini e della collettività.

Fortunatamente oggi, i cittadini non accettano più le decisioni prese al buio, dico a “porte chiuse” nei palazzi dove ci sono quelli che pensano che possono usare la loro funzione pubblica in difesa dei loro interesse e degli interessi privati. La società civile formata dai veri cittadini, che esercitano la loro cittadinanza ogni giorno più coscienti, vuole ed esige assoluta trasparenza di tutti gli atti pubblici, ovviamente in difesa dei loro diritti e della propria democrazia, una volta che questi rappresentanti che sono stati democraticamente eletti dal popolo e i loro dirigenti nominati, rappresentano gli interessi pubblici, non gli interesse propri o privati.

Qui siamo arrivati alla pubblicità, un altro principio basilare della p.a. anche previsto nella legge 241/1990. Allora, vorrei dire che oggi non c’è più lo spazio, come avevamo prima e per secoli, per gli interessi privati nella e dentro della p.a. E come stiamo vedendo oggi, tutti i giorni, con la pubblicità degli atti e con l’importante attività della stampa indipendente, quegli agenti pubblici che non rispettano queste regole sono e saranno pubblicamente giudicati, prima o poi, ogni volta di più. Allora, a questo punto vorrei dire che non è più possibile tornare indietro da questa conquista sociale, cioè, chiediamo e vogliamo assoluta trasparenza e pubblicità in tutto ciò che riguarda l’interesse pubblico.

Adesso sì, dopo questa piccola introduzione, posso parlare di lobbying. Prima di tutto vorrei dire che il lobbying c’è sempre stato e sempre ci sarà.
Conosciuto dalla stragrande maggioranza dei cittadini come un’attività disonorevole, abbiamo bisogno per correttezza separare il lobbying formale da quello informale e il lobbying disonesto e di interessi nascosti denominato “di mazzette” dal lobbying trasparente, cioè, quello fatto apertamente e in modo chiaro, pubblico e legale.

I corrotti e i corruttori sano bene il potere della politica e dei politici, perché è lì che si trova la capacità decisoria e di manipolazione degli interessi sulle risorse pubbliche. Per questo motivo sappiamo tutti che non è da oggi che la criminalità organizzata e la mafia finanziano le elezioni dei politici corrotti che lavorano per i loro interessi, così avranno i loro propri rappresentanti dentro della classe dirigente.

E, addirittura, quando non riescono a raggiungere questi risultati così direttamente tramite la manipolazione del processo democratico, hanno a disposizioni il lobbying criminoso e informale, conosciuto volgarmente come di “mazzette”, dentro ai palazzi di governo e nel parlamento, dove possono “acquisire” e “ottenere” quello che vogliono in cambio di denaro e di vantaggi, dalle leggi agli appalti pubblici miliardari.

Allora, a Bruxelles ad esempio, abbiamo l’attività di lobbying formalizzata, ufficiale. Lì, ci sono professionisti registrati che rappresentano gli interessi privati e portano questi interessi ai politici. Tutto viene (o almeno devono essere) registrato: riunioni, incontri, le motivazioni, quello che è stato portato, ecc. E dopo questo, i politici, conoscendo tutto ciò che riguarda tutti gli altri interessi confrontati e in gioco, potranno valutare meglio tutta la situazione, e così possono giudicare e prendere la migliore decisione nell’interesse della collettività.

Allora, questa sarebbe la strada giusta. Funziona così? Ovvio che no. Non siamo nel “mondo delle favole”. Però, in questo caso, come vediamo a Bruxelles, siamo almeno davanti a una minima possibilità di controllo, perché sappiamo chi ha parlato con chi, e l’interesse di chi è stato portato a chi. Allora, se i politici prenderanno in considerazione quelle informazioni che hanno ricevuto per il bene, se lavoreranno per gli interessi pubblici o per gli interessi privati come rappresentanti pubblici, questo è un’altra storia, che riguarda la soggettività morale e l’onestà nella conduzione della res pubblica. Però, in questo caso in cui abbiamo un po’ di trasparenza, come ho detto sopra, almeno sappiamo chi rappresenta chi, chi ha deciso qualcosa in “favore” di chi e perché ha deciso così.

E questa trasparenza, penso io, anche nell’attività di lobbying è necessaria e importante. Vorrei chiarire che i portatori di interessi che fanno i lobbying (non sempre disonesti) saranno sempre vicini ai politici, indipendentemente dal fatto di essere registrati o no.

Come ho detto, a Bruxelles è possibile esercitare l’attività di lobbying, però anche senza registrarsi, perché il registro non è obbligatorio. Questo è un punto negativo, dovrebbe essere obbligatoria l’scrizione “nell’albo del Lobbisti” e anche la professione del Lobbying dovrebbe essere regolamentata. Abbiamo bisogno confrontare questa realtà. E l’informalità non significa illegalità, però aiuta la corruzione. Quanto più trasparenti sono le cose, più difficile sarà la vita dei corrotti e dei corruttori.

Contrariamente a questa modalità di lobbying, diciamo formale, abbiamo il lobbying nascosto e di mazzette. O meglio, quel sistema corrotto che è sempre stato molto vicino alla politica sporca e ai politici corrotti. In riassunto, il sistema fallito e inaccettabile usato da sempre per quelli che lavorano dentro della p.a. per gli interessi propri e privati.

Allora, è meglio la pubblicità e la trasparenza in tutti gli atti che riguardano l’interesse pubblico o è meglio l’informalità e tutto fatto al buio come è stato fatto da sempre, a “porte chiuse” e dentro ai palazzi? Sicuramente, la non formalizzazione dell’attività di lobbying e la regolamentazione della professione aiuterà la continuità di questa brutta realtà: corruzione e traffico di influenza dentro della p.a.

Sfortunatamente in Italia la professione non è ancora regolamentata. E tutta l’attività di lobbying viene fatta a porte chiuse, dentro i palazzi e in riunioni segrete. Allora, ovviamente, come ho detto chiaro qui, dove ho illustrato l’istituto del lobbying nelle sue varie facce e facendo la diagnosi della situazione, è molto meglio che tutto ciò che riguarda l’interesse pubblico sia di ampia conoscenza di tutta la collettività e che tutti gli interessi di tutti i privati innanzi la p.a. debbano per forza essere conosciuti da tutti, in modo da garantire la più ampia trasparente e chiarezza in tutti gli atti e in tutte le decisioni.

In Italia non è ancora regolamentata l’attività di lobbying, come ho detto. E questo buco legislativo aiuta la corruzione. Tutto quello che viene risolto a “porte chiuse” è considerato, penso io, sotto l’ombra. In contrario senso, i lobbysti con l’attività regolamentata, che hanno ad esempio fatto un corso regolamentato e di formazione, legalmente iscritti a un albo professionale, controllato e vigilato ad esempio dalla ANAC, potranno portare, perché porteranno in ogni modo, l’interesse dei suoi rappresentati in modo trasparente alla p.a.

Le riunioni tra i privati e coloro che esercitano una funzione pubblica devono essere pubblicamente registrate e pubblicate sul sito della p.a. I progetti o i prodotti, rispettando il diritto alla proprietà di creazione e i segreti industriali, devono essere pubblicizzati sul sito della p.a. Se un dirigente ha ricevuto un rappresentante di una multinazionale questo deve essere pubblicizzato sul sito della p.a. Per concludere penso che l´attività di lobbying, fatta in modo regolare e formale, è indice di democrazia. Il lobbying fatto per il bene, è garanzia di rispetto alla democrazie e ai principi fondamentali della p.a., come trasparenza e pubblicità. ma anche il rispetto dei principi come la legalità, la ragionevolezza, la proporzionalità, il buon andamento, ecc.

Non è da oggi che questo sistema del lobbying funziona apertamente nei regimi democratici come succede negli Stati Uniti. Lì, i cittadini sanno esattamente e in modo chiaro chi è il politico che difende uncerto tipo di interesse. E ovviamente chi è il vero titolare di quello interesse. Così, diventa possibile distinguere se quell'interesse difeso è pubblico oppure privato. Solo la trasparenza e la pubblicità sono capaci di questo.

Vorrei dire che con il lobbying formale, legale e controllato non solo torna più difficile la corruzione e la vita dei corrotti e dei corruttori, ma rispetta anche la democrazia, perché diventa possibile per i cittadini capire cosa fanno e cosa stanno facendo i politici a cui hanno dato la fiducia per rappresentare l’interesse pubblico.

A questo punto, sono assolutamente favorevole alla regolamentazione e legalizzazione dell’attività di lobbying, principalmente in Italia, con la creazione di corsi di formazione e dell’albo professionale nazionale, essendo vietato l’esercizio dell’attività di modo informale e considerando questo un reato grave; con la pubblicizzazione di tutte le riunione tra i privati e la pubblica amministrazione, e il loro contenuto, è possibile un ampio controllo da parte degli organismi e delle istituzioni di controllo, di fiscalizzazione e di anticorruzione; si deve obbligare i lobbisti e le aziende che lavorano con lobbying a registrare e contabilizzare il loro guadagno, rilasciando le fatture e pagando le tasse, contabilità questa che deve essere rigorosamente controllata dallo stato e dalla guardia di finanza; e si deve obbligare i dirigenti pubblici a pubblicizzare sul sito amministrazione trasparente tutte le riunioni che sono state fatte con i privati (persone fisiche o giuridiche), essendo un grave reato la non pubblicizzazione e la non trasparenza in questo senso. Penso che l’unico modo che abbiamo a disposizione per contrastare veramente la corruzione sia applicare tutti i principi fondamentali che riguardano la p.a. e che già abbiamo lì a nostra disposizione, nelle nostre mane, non lasciandoli più lì, senza uso, come lettere morte.   


Luiz Scarpelli
Advogado italo-brasiliano
Iscritto nell'Albo dell'Ordine Degli Avvocati in Brasile, nel Consigli di MG, SP, RJ, ES e GO
Iscritto nell'Albo dell'Ordine Degli Avvocati in Portogallo, in Coimbra
Iscritto nell'Albo dell'Ordine Degli Avvocati in Italia, in Roma
Membro del Council of Bars and Law Societies of Europe a Bruxelles, in Belgio
Studio Legale Adv. Luiz Scarpelli
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