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Il locatario non può astenersi dal versare il canone


L'inadempimento del locatore non giustifica l'inadempimento del locatario
Il locatario non può astenersi dal versare il canone

Il caso ha come oggetto il mancato pagamento del canone di locazione da parte del locatario.

In particolare la vexata quaestio, da me patrocinata, riguardava il rifiuto da parte del sig. O.M di pagare al mio assistito l’affitto concordato poiché, quest’ultimo, a suo dire, si rifiutava di eseguire lavori di straordinaria manutenzione necessari a rimuovere le macchie di umidità e muffe presenti sul soffitto.

A causa della persistente morosità, protrattasi per mesi, il sig. O.M. veniva citato in giudizio presso il Tribunale di Castrovillari per la convalida di intimazione di sfratto per morosità.

Costituitosi in giudizio tramite il proprio legale di fiducia, il sig. O.M. si opponeva adducendo come sua unica difesa il rifiuto, da parte del padrone di casa, di compiere i lavori di ristrutturazione richiesti.

Al riguardo giova ricordare che, secondo l’insegnamento della Suprema Corte: “il conduttore di un immobile non  può astenersi dal versare il canone, ovvero ridurlo unilateralmente, nel caso in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene, quand’anche tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore. La sospensione totale o parziale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore è, difatti legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore, costituendo altrimenti un alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti. Inoltre, secondo il principio “inadimplendi non est adimplendum”, la sospensione della controprestazione è legittima solo se conforme a lealtà e buona fede” (Cass. n.13887/ 2011).

Considerato che nel caso di specie, l’intimato non aveva allegato né tantomeno dimostrato l’assoluto mancato godimento del bene in conseguenza della asserita presenza di macchie di umidità e muffe sul soffitto, il Giudice di Castrovillari, investito dell’ufficio, seguendo l’orientamento giurisprudenziale pocanzi citato, convalidava la richiesta di sfratto e ordinava al sig. O.M.  il rilascio dell’immobile.

Giova ricordare prima di farsi “giustizia da soli”, che il canone di locazione va sempre corrisposto.

La legge consente, comunque, al conduttore di effettuare i lavori di ristrutturazione straordinaria a sue spese e, una volta terminati, richiedere un rimborso al proprietario di casa. Resta comunque consigliabile, per non passare dalla parte del torto, di rivolgersi sempre ad un avvocato che meglio saprà consigliarvi sul da farsi.

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