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Il modello europeo della prevenzione alla corruzione


Prima di tutto è importante chiarire che c’è sempre stata una preoccupazione internazionale nel perseguimento della pace nel mantenimento e rafforzamento dello Stato
Il modello europeo della prevenzione alla corruzione

Prima di tutto è importante chiarire che c’è sempre stata una preoccupazione internazionale nel perseguimento della pace, nel mantenimento e rafforzamento dello Stato di Diritto, nella democrazia, nel rispetto dei principi costituzionali fondamentali e della libertà delle persone.

La grande sfida iniziale nel finale del secolo XX, nella prevenzione della corruzione a livello internazionale ed europeo, era nel coniugare questi valori e principi basilari rispettando l’intangibilità della sovranità e l’ordinamento giuridico e la Magna Carta di tutti gli Stati.

Senza dubbio, con la globalizzazione e l’assenza delle barriere tra gli Stati, la creazione di un emergente modello internazionale di contrasto alla corruzione, sia negli ordinamenti interni, sia regionale, sia continentale, diventa fondamentale.

Cioè, come sarà possibile per uno Stato combattere la corruzione nei suoi organismi pubblici interni, vittime di infiltrazione esterne, a livello internazionale e transnazionale, senza l’aiuto e la cooperazione internazionale all’estero?

D’accordo con la Professoressa componente dell’ANAC, Dott.ssa. Nicoletta Parisi: “la necessita di dialogo fra gli Stati, la condivisione di percorsi politici e giuridici, tramite anche al confronto tra i modelli, la loro circolazione e contaminazione, sono dunque diventati il modello usuale di confronto fra gli Stati stessi”.

La transnazionalità delle condotte corruttive degli agenti e dei pubblici ufficiali, in tutto il mondo, così come dei reati contro la pubblica amministrazione a livello locale, regionale e continentale, ha fatto nascere il sentimento comune di cooperazione intergovernativa e di creazione di meccanismi di prevenzione, di difesa e di contrasto alla corruzione, per contenerne la diffusione e per fronteggiare i danni prodotti.

La corruzione come un cancro nella nostra società, già era 20 anni fa percepita come uno strumento di violazione dei diritti fondamentali delle persone e conseguentemente di dimostrazione di fragilità e debolezza delle istituzioni politiche e democratiche a motivo della perdita di credibilità da parte dei cittadini nella capacità di questi di gestire in modo imparziale ed efficiente la vita in comunità.

Questa pericolosa sfiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche e politiche compromette gravemente la democrazia. Le convenzioni internazionali sono nate in questo periodo, tra 1995 e 2003, come la Convenzione delle Nazioni Unite, la convenzione di Parigi, le Convenzioni elaborate nel Consiglio d’Europa, la Convenzione adottata dal Consiglio dell’Unione europea, ecc, ai fini di contrastare principalmente le condotte capaci di falsare la concorrenza e impedire lo sviluppo economico.

Interessante osservare che in questa materia il diritto internazionale reclama allo Stato di garantire la libertà dei traffici economici, insieme con la singola responsabilità di ogni Stato di assicurare cha questa libertà si svolga in regime di concorrenza, come meccanismo per impedire la concentrazione delle ricchezze sempre nelle mane degli stessi gruppi, fenomeno che fomenta le pratiche corruttive.

Le esperienze precedenti utilizzate nel secolo scorso e basate nei trattati, hanno dimostrato che la repressione e la prevenzione si rivelano prospettive e azioni inseparabili e complementari nel contrasto alla corruzione.

Come poderosa misura di lotta complementare alla corruzione è stata introdotta nelle diverse sedi della cooperazione intergovernativa l’invito dei cittadini e della società alla coscienza collettiva e sociale della gravità e dei danni generati dalla corruzione.

Intelligentemente, questa realtà mette in grossa difficoltà e in isolamento sociale eventuali soggetti responsabili negli atti corruttivi.

La partecipazione dei cittadini nel processo de controllo e fiscalizzazione e la mera possibilità di reprensione e umiliazione pubblica e sociale del soggetto corrotto, emerge anche come un forte allarme e strumento di contrasto alla corruzione.

Nel modello Europeo della prevenzione alla corruzione abbiamo avuto l'indicazione di adozione di una serie di misure importantissime, come: la buona organizzazione della funzione pubblica; l’integrità del dipendente pubblico; la tutela dei dipendenti che segnalano illeciti dall’interno dell’ente di appartenenza; il principio di trasparenza; la necessita di istituzioni nazionali dedicate alla prevenzione della corruzione; il rigoroso controllo dei contratti pubblici come modo di garantire il buon uso delle risorse pubbliche, la trasparenza di concorrenza, efficacia e efficienza; e la necessità di creazione di istituzioni nazionali indipendenti e competenti dedicate alla prevenzione della corruzione.

Siccome non ci sarebbe spazio in questo articolo di illustrare tutti gli istituti e l'importanza di ognuno di loro, scelgo la trasparenza e l'istituto del Whistleblower come uno dei principali strumenti di prevenzione alla corruzione nel modello Europeo.

La trasparenza è un meccanismo fondamentale per migliorare la relazione e la fiducia tra la pubblica amministrazione, i cittadini e la comunità. Questo nuovo rapporto di chiarezza e conoscibilità, contrariamente al rapporto di chiusura dell'informazione nel passato, era già obbligatorio. Questo miglioramento, cioè il modello di Open Government Partnership, è arrivato nel momento opportuno e giusto in Europa.

I cittadini volevano partecipare, volevano sapere, volevano essere informati, volevano trasparenza nella pubblica amministrazione e nei provvedimenti pubblici.
Questo fa aumentare la credibilità e la fiducia dei cittadini pubblica amministrazione. Per questo motivo ovvio, vediamo sempre da qualche parte l’espressione: “amministrazione trasparente”.

È questo che vogliono i cittadini, cioè non vogliono nulla più nascosto. Questo nuovo rapporto con i cittadini, di trasparenza, etica, moralità e pubblicizzazione delle decisioni, è fondamentale per la pubblica amministrazione per raggiungere gli obiettivi e avere legittimità degli atti stessi. La trasparenza, in realtà, significa buon andamento e efficienza della pubblica amministrazione e nel mondo in cui viviamo oggi sono  inaccettabili, per i cittadini, le decisioni pubbliche nel buio, nell’ombra, in riunione a porte chiuse e segrete. L’accesso civico dei cittadini agli atti pubblici, all’informazione di interesse pubblico e alle notizie di interesse pubblico e comunitario, è fondamentale per aumentare la fiducia dei cittadini nella pubblica amministrazione.

E' ovvio che quando i dati pubblici amministrativi sono di conoscenza di tutta la collettività, i cittadini entrano a far parte della vita della città e della comunità in cui vivono, e anche possono fiscalizzare per conto proprio e nell’interesse pubblico la correttezza delle decisioni pubbliche, e questo fa salire la lotta contro la corruzione. Cioè, i cittadini vogliono la notizia perché vogliono conoscerla e hanno questo diritto di partecipare, di vigilare, di osservare la amministrazione pubblica e controllare se le risorse pubbliche sono usate in beneficio dei cittadini.

Per concludere, devo dire che la finalità istituzionale della pubblica amministrazione è di servire i cittadini, lavorare per lo sviluppo e il miglioramento della vita in società, proteggere gli interessi sociale, la salute dei cittadini, l’economia e fornire ai cittadini una migliore qualità di vita, rispettando i principi fondamentali scolpiti nella nostra Costituzione.

Per quanto riguarda l’istituto del Whistleblower, che per me è stato un alleato fondamentale nell’Unione Europea nella prevenzione e nella lotta contro la corruzione per tutto ciò che rappresenta, vorrei chiarire che il dipendente pubblico non può scegliere se segnalare o meno un atto illecito o di corruzione all'interno della pubblica amministrazione di cui ha avuto conoscenza. Cioè, dovrebbe segnalare. Non è una scelta, è un dovere.

Nell’esercizio di una pubblica funzione nella pubblica amministrazione, questo dipendente pubblico ha l’obbligo di segnalare. Cioè, è un dovere essere, nel presente, indicando questo obbligo. Altrettanto, il dipendente pubblico, soggettivamente, decide di segnalare o no. Però se il dipendente pubblico segnala, la legge ha dettato uno statuto di protezione. Questa protezione e tutela è fondamentale ed è fondata su tre step. Mantenere in sigillo l’identità del segnalante, per evitare trattamenti discriminatori. Impedire l’accesso del segnalato al fascicolo del segnalante e, in caso di impossibilità, garantire che il segnalante non riceverà un trattamento discriminatorio.

Ovviamente, nella maggior parte dei casi, il segnalato è un superiore gerarchico del segnalante oppure un vertice politico dell’ente. E' importante dire che tante amministrazioni hanno creato un canale di protezione dei dipendenti pubblici che segnalano. L’istituto del Whistleblower è un moderno, strategico e fondamentale strumento di lotta contro la corruzione dentro della propria pubblica amministrazione, nel momento in cui convoca e invita tutti i cittadini dipendenti pubblici a combattere all'interno della propria amministrazione in cui esercitano pubblica funzione, ad affrontare la corruzione o la micro-corruzione.

Penso che questo sia un sistema veramente intelligente e necessario, però, per funzionare devono essere rigorosamente rispettati i tre step di protezione del segnalante. Senza l’assoluto sentimento di protezione, il dipendente pubblico che ha la conoscenza di atti di corruzione dentro della pubblica amministrazione il cui svolge la sua funzione, difficilmente farà la segnalazione.

Ad ogni modo, vorrei riaffermare che la sola repressione non è stata sufficiente in Europa per combattere questo fenomeno, il cancro del secolo XX e XXI nella nostra società, che blocca lo sviluppo economico e compromette la vita dei cittadini e lo Stato Democratico di Diritto, essendo fondamentale la prevenzione, queste che sono azioni inseparabili e complementari nel contrasto alla corruzione.

Aggiungo per concludere un pensiero personale: “penso che sia necessario al più presto possibile che i cittadini, titolari del potere democratico e costituzionale di scelta dei loro rappresentanti, come destinatari dei beni e delle risorse pubbliche, comincino a partecipare sempre di più nel processo di fiscalizzazione e controllo esterno della pubblica amministrazione, come strumento di garanzia e di esigenza di assoluto, imprescrittibile e inalienabile rispetto dei loro diritti e dei loro interessi.

Questo si, è la arma più grande che abbiamo nella nostra società per combattere la corruzione, la consapevolezza dei cittadini e della società civile della necessità di partecipazione popolare nella conduzione della res pubblica”.     


Adv. Luiz Scarpelli

Scarpelli Dos Santos Reis, Luiz Gustavo, advogado e cittadino italo-brasiliano che agisce per il riconoscimento della cittadinanza in Italia per i Cittadini di Ceppo italiano nati all'estero (Brasile, Argentina e Stati Uniti) e Legge sull'Immigrazione. È registrato in Brasile come Advogado presso il Consiglio Dell’Ordine degli Avvocati di MG, SP, RJ, ES e GO. È Membro e giurista dello IAMG - Istituto degli Advogados di Minas Gerais, Brasile. In Europa è Membro del Council of Bars and Law Societies of Europe. In Italia è Advogado iscritto come Avvocato Stabilito nell'Albo dell’Ordine degli Avvocati di Roma e nell'Albo del Consiglio Nazionale Forense d’Italia. In Portogallo è advogado iscritto al Consiglio di Coimbra dell'Ordine degli Avvocati Portoghese. Fondatore della Catena del Bene nella cittadinanza italiana su YouTube, ha aiutato migliaia di persone vittime della criminalità organizzata in Brasile e in Italia.

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