Il permesso di costruire nella regione Toscana


Evoluzione normativa ed attuale assetto con la L.R. 65/2014
Il permesso di costruire nella regione Toscana
Il concetto di titolo abilitativo per la realizzazione di interventi edilizi in genere (costruzione di nuovi fabbricati, ristrutturazioni totali, ampliamenti, ecc...) è entrato a far parte dell’ordinamento giuridico italiano con la cosi detta LEGGE URBANISTICA (o legge "fondamentale") la L. 1150 del 1942. Tale legge introduceva il concetto di PIANIFICAZIONE URBANISTICA nelle aree urbanizzate e di espansione, e, conseguentemente, introduceva la LICENZA EDILIZIA ovvero l’autorizzazione ad eseguire opere che dovevano essere conformi alle normative ed in particolare ai nuovi PRG introdotti dalla stessa L.U.

Successivamente, nel 1967, con la "LEGGE PONTE" (L 765/67), la pianificazione urbanistica e, conseguentemente, la richiesta di rilascio di AUTORIZZAZIONE ad eseguire opere edili si estendeva a tutto il territorio comunale. L’istituto della Licenza è stato riformato (diventando oneroso) nel 1977 prendendo il nome di CONCESSIONE EDILIZIA con la LEGGE BUCALOSSI (L. 10/77).
A livello di legislazione nazionale, l’assetto attuale è stato normato nel 2001 dal TESTO UNICO DELL’EDILIZIA (DPR 380/01); nella suddetta legge è stato introdotto il PERMESSO DI COSTRUIRE le cui procedure, le opere soggette ecc... sono poi state ulteriormente dettagliate della singole Regioni.

Nella regione Toscana, il P.d.C. è stato normato con la L.R. 1/2005 rimasta in vigore per nove anni, fino all’approvazione delle L.R. 64/2014 "Norme per il governo del territorio", legge attualmente in vigore. Nella L.R. 65/2014, le opere soggette a Permesso di Costruire sono indicate all’art. 134, ed in particolare ed in sintesi ne fanno parte: gli interventi di nuova edificazione (di qualsiasi genere); l’istallazione di manufatti, anche prefabbricati o strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzate come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili, che non siano diretti a soddisfare esigente meramente temporanee; opere di urbanizzazione primaria e secondaria eseguita da soggetti diversi dal comune; la realizzazione di infrastrutture e d’impianti,......., che comporti la trasformazione in via permanente di suoli inedificati; la realizzazione di interventi di ristrutturazione urbanistica; le addizioni volumetriche agli edifici esistenti realizzate mediante ampliamento volumetrico all’esterno della sagoma esistente; interventi di ristrutturazione edilizia ricostruttiva (interventi di demolizione e fedele ricostruzione di edifici esistenti, interventi di demolizione e contestuale ricostruzione,....che non comporti incrementi di volume,........., il ripristino di edifici, o parte di essi, crollati o demoliti...........).

Il cittadino proprietario (o avente titolo) di beni immobili siti nella regione Toscana, ha diritto a presentare DOMANDA DI PERMESSO DI COSTRUIRE ai sensi dell’art. 142, comma 1 della L.R. 65/2014 per realizzare le opere indicate nel suddetto art. 134. Tale domanda va accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato che assevera la conformità del progetto agli strumenti urbanistici, ed in genere a tutte le normative di settore, ovvero verifica la fattibilità dell’opera. In sostanza: per eseguire interventi edilizi che necessitino di rilascio di Permesso di Costruire va incaricato un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra ecc...) che redige un progetto del quale fanno parte elaborati grafici (piante, prospetti, sezioni, planimetrie generali, ecc...) relazioni tecniche, verifiche urbanistiche oltre alle pratiche specifiche relative a indispensabili pareri quali: l’autorizzazione paesaggistica (se si opera in zona vincolata), parere AUSL, Vigili del Fuoco, ecc...., altresì allega i progetti specialistici quali: progetto strutturale e successivo deposito al Genio Civile, progetto degli impianti, L. 10/91 (sull’efficienza termica) ecc... Entro 10 giorni dalla presentazione della domanda allo Sportello Unico del Comune (in caso di privati o al SUAP in caso di attività produttive) è comunicato il nominativo del Responsabile del Procedimento. Il responsabile può interrompere i termini dello stesso una sola volta, per richiedere integrazioni, entro i primi 30 giorni. Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda (se essa contiene tutti i pareri o nulla osta necessari) o dalla presentazione della documentazione integrativa il Responsabile del procedimento cura l’istruttoria con tutte le valutazioni atte a giungere alla proposta di emanazione del provvedimento conclusivo. Rilasciato il Permesso di Costruire, l’avente titolo ha un anno di tempo per fare l’INIZIO LAVORI e successivi tre anni per portare a compimento le opere autorizzate.

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di dott. geom. Luca Protasi

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