Il pifferaio di Hamelin I: P/E


I pifferai magici sono pericolosi. Conosciamo gli indicatori finanziari che possono disciplinarci
Il pifferaio di Hamelin I: P/E

Questa estate ha visto afflussi sempre più consistenti verso i mercati statunitenti e gli strumenti a replica passiva (ETF), poco costosi, per nulla diversificati, ad essi riferibili.

Motivo: da quelle parti si continua a correre e la musica che soffiano dai loro flauti sembra irresistibile, mentre in Europa e nei Paesi Emergenti si stringe la cinghia.

Un professionista del mio settore, per fare l'interesse della propria clientela, deve però avvertire i clienti ed i potenziali clienti dei rischi connessi nella crescita perenne. Si può continuare a investire in quella area geografica ed in quei titoli, ma citando "Il buono, il brutto e il cattivo": << più sono grossi e più fanno rumore quando cadono>>.

Le FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google) capitalizzano il 40% del valore del Nasdaq. Le Borse statunitensi continuano a crescere ed è palese che il valore del mercato americano è sovradimensionato. Continuare a comprare ciò che già è ai suoi massimi, significa rischiare di rimanere col cerino in mano.

Per orientarsi è bene guardare agli indicatori tradizionali della finanza, così come si deve fare per gli esami del sangue per conoscere la propria salute. Nel prossimo futuro, con più interventi, cercherò di spiegarli con semplicità.

Il primo su cui mi soffermo è il c.d. price/earnings ratio, ovvero il rapporto tra prezzo e utili: indica al numeratore il prezzo di un azione e al denominatore il possibile utile della medesima. Un valore "sano" di questo rapporto è  tra 13 -15. Sicuramente attorno al 30 è eccessivo: possiamo tranquillamente parlare di febbre. Attorno al 10, siamo nel campo delle occasioni ghiotte per un analista finanziario.

Fate un esercizio e guardate a detto rapporto nel caso dei FAANG: temperature vulcaniche.

Non è questa la sede per esaminare come si sia arrivati a questi rapporti "monstre"...il karma in questo caso è davvero complesso.

Eppure per l'investitore di scarsa cultura finanziaria o di medie conoscenze è necessario non comportarsi da fesso: andate a vedere anche questo indicatore degli strumenti finanziari che vi vengono proposti e chiedete perché prodotti lontani da questa aurea media (13 -15) vi vengono suggeriti. Possono trovare una collocazione sensata nel portafoglio, ma meglio un guadagno o una perdita moderate oggi e crescita nel medio-lungo periodo, con oscillazione di valore da voi sopportabili (in negativo), che un portafoglio soprendente nel breve, ma febbricitante.

 

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di Andrea Panizzon

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