Il regime forfettario


Il regime forfettario e l’analisi di convenienza
Il regime forfettario
Il regime forfettario è stato introdotto dall’art. 1 della legge n. 190/2014 (Legge di stabilità 2015) che delinea la struttura del nuovo regime fiscale indicandone i requisiti che consentono la sua applicazione. La Legge di stabilità per il 2016 ha, successivamente, apportato delle sostanziali modifiche alle previsioni iniziali, che hanno reso più conveniente l’accesso al regime.
L’accesso al regime forfettario è circoscritto alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contestualmente, nel corso del precedente periodo d’imposta, abbiano:

a) conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nell'allegato n. 4 alla legge di stabilità 2015, differenti in base al codice ATECO dell’attività esercitata;
b) sostenuto spese complessive per lavoratori dipendenti, parasubordinati e associati in partecipazione con solo apporto di lavoro, non superiodi a 5.000 euro lordi;
c) uno stock di beni strumentali di ammontare complessivo non superiore a 20.000 euro.

Sono, invece, esclusi dal regime forfettario i soggetti che:

a) si avvalgono di regimi speciali IVA e dei regimi forfettari di determinazione del reddito;
b) non sono residenti nello Stato italiano, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati Membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
c) effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili e di mezzi di trasporto nuovi;
d) esercitano attività di lavoro autonomo o impresa in forma individuale e, contestualmente, partecipano a società di persone o associazioni professionali ovvero a srl in regime di trasparenza;
e) abbiano conseguito redditi di lavoro dipendente o assimilato eccedenti la soglia di 30.000 euro salvo che il rapporto di lavoro dipendente o assimilato risulti cessato.

Il regime in oggetto opera come "naturale", per cui i soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla norma non sono tenuti ad esercitare alcuna opzione per l’ingresso nello stesso. Esso prevede una determinazione "a forfait" del reddito percepito che verrà, quindi, assoggettato ad imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali ed IRAP nella misura del 15%: i soggetti che avviano una nuova attività possono contare sulla riduzione dell’aliquita al 5% da applicare al reddito determinato forfettariamente per il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e per i quattro successivi a condizione che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività in regime forfettario, attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata o familiare;
b) l’attività svolta non risulti essere una mera prosecuzione dell’attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (circolare n. 17/E del 2012 dell’Agenzia delle Entrate);
c) qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello del riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al regime forfettario.

I contribuenti nel regime forfettario che svolgono attività d’impresa e che risultano iscritti alla Gestione INPS artigiani e commercianti possono ottenere una riduzione del 35% della contribuzione ordinaria INPS.
E’ utile sottolineare come, a differenza del "regime dei minimi", il superamento della soglia dei ricavi previsti dalla legge per la permanenza nel regime forfettario, non determina mai una decadenza immediata (in corso d’anno) dal regime, ma solo dal periodo d’imposta successivo. Ciò, pertanto, garantirebbe l’applicazione delle agevolazioni previste dalla norma per il regime forfettario, a prescindere dal volume dei ricavi conseguiti nell’anno. L’art. 71 della legge 190/2014 recita infatti che "Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57" della legge 190/2014.

Oltre ad una attenta analisi dei costi ed alla valutazione della convenienza ad applicare il coefficiente di redditività previsto dalla legge, sarebbe indispensabile valutare preliminarmente alcune variabili che potrebbero incidere, appunto, sulla convenienza ad accedere al regime: nel caso di adesione al regime forfettario, ad esempio, gli oneri deducibili e le detrazioni disponibili, non avrebbero rilevanza ai fini della determinazione del carico fiscale. È’, poi, da valutare anche l’effetto dell’esclusione IVA. I contribuenti che adottano il regime forfettario, infatti, non liquidano l’imposta e non la versano essendo esonerati da tutti gli obblighi contabili e dichiarativi previsti dal decreto IVA.

Francesco Nicita
Dottore Commercialista - Revisore Legale
Email: info@studionicita.it

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di Dott. Francesco Nicita

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