Il regno della paura


Il potere che la paura ha su di noi molto dipende dal tipo di visione che abbiamo del mondo
Il regno della paura

La nostra visione del mondo è definita dall’archetipo che domina normalmente il nostro pensare e agire. (C. S. Pearson)

Nel desiderio di lavorare sul tema della paura ho riaperto il libro “Risvegliare l’eroe dentro di noi” e mi sono imbattuta subito in questa frase. Se una frase mi colpisce cerco di ascoltare e dentro di me si sono formate due immagini relative alla visione nel mondo: la giungla e il bosco.

C’è chi vive come se vivesse nella giungla. Nella giungla prevalgono i valori della lotta, della competizione, del successo o del fallimento. Tutto è un pericolo per la propria sopravvivenza, ci si deve fare strada con forza perché ci sono ostacoli ovunque e non si riesce a vedere lontano. Cresciuti in un atmosfera da giungla, educati con atteggiamenti di eterna sfida, esistono solo vincenti o perdenti, forti o deboli, fortunati o sfortunati, amici o nemici. Parlando con queste persone ci si accorge che sembrano non conoscere altri criteri di vita e forse è proprio così. In questo clima l’emozione prevalente è la paura che va governata, sconfitta o sfidata. E’ comunque lei la regina che detta le regole e gli stati d’animo.

C’è anche chi vive nel bosco. Il bosco è ordinato, rispettoso, permette sentieri, salite o radure. Molto dipende dal tipo di bosco, ma è il luogo in cui ci si può fermare con piacere per ascoltare. Gli ostacoli si superano volentieri insieme con gli altri, c’è spazio per la condivisione, la riflessione, il silenzio e l’armonia. Nel bosco ci si può sedere lasciandosi cullare dai suoni vivendo la consapevolezza di ciò che siamo nella forza o nella debolezza.

Il bosco ti permette di cercare il sole per scaldarti senza fretta o competizione, dona fiducia in se stessi e apertura verso gli altri, si vive bene la solitudine come la compagnia. Gli altri sono persone come te.

La paura non è la regina, ma un’emozione che non cerca di prevaricare e la vita diventa un’avventura, un viaggio.

Con chi vive nella giungla non puoi usare lo stesso linguaggio che usi con chi vive nel bosco. Chi non sperimenta mai la vita nel bosco non riesce a concepire una vita senza paura e competizione.

Ci si può intendere solo parlando alla paura, della paura, con la paura e qualsiasi archetipo domina il modo di pensare e agire lo fa partendo dal suo lato ombra.

Alle volte avviene il miracolo e una persona nata e cresciuta nella giungla avverte il desiderio di seguire un raggio di luce e intraprende il viaggio di uscita per andare alla ricerca di un’altra visione del mondo.

Solo nell’intraprendere il viaggio ha la possibilità di sperimentare il bosco e i suoi doni, divenendo così consapevole di quanto sia doloroso vivere nella paura. Il processo di crescita personale si è avviato, l’eroe è risvegliato e oggi più che mai abbiamo bisogno di eroi.

 

 

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di Brunella Libutti

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