Il rendering, così è cambiata la progettazione


Cambiano gli strumenti ma non le regole da seguire, aiutandoci a trovare la strada giusta da seguire per fare progettazione nel modo corretto
Il rendering, così è cambiata la progettazione
Quando si pensa alla progettazione, nell'immaginario collettivo si prefigurano quegli scatti fotografici, tipici dei tempi moderni, così reali da non sembrare riproduzioni pensate sulla base di calcoli e tecniche grafiche. Già ad una prima visualizzazione restituiscono l'idea generale nella terza dimensione di come sarà il risultato finale.
Nel corso del tempo se ne è fatto un uso sempre crescente e spesso errato, abusando di uno strumento che, se utilizzato nel modo giusto, può offrire un concreto supporto alla progettazione. In ambito architettonico, il render arriva a sostituire ciò che veniva usato precedentemente, cioè la prospettiva. Questa raffigurazione segue delle regole ben precise, che derivano da fonti lontane nel tempo e che per secoli sono state adottate da tecnici e disegnatori.
La comparsa del render ha concesso più libertà di movimento all'interno del mondo virtuale, creato ed ideato dal modellatore, causando la perdita di alcune regole base della prospettiva.
L'allontanarsi dalle regole della prospettiva ha portato un guadagno in termini di risultato. L'aspetto finale del render, ottenuto grazie alla possibilità di inserire texture e luci molto simili al mondo che ci circonda, fa si che si annulli la linea di stacco tra realtà e render.

Il vantaggio nell'utilizzo di questo tipo di processo grafico, nell'edilizia e nell'architettura, consiste nel fatto che un progetto fatto di piante e prospetti è chiaro e comprensibile solo agli addetti ai lavori. Per chi è esterno al settore, cercare di capire in modo chiaro come sarà la sua futura casa, solo tramite piante e prospetti, diventa un po' più complesso, ma per questo ci viene incontro il supporto grafico del render che ci da un'idea chiara e reale degli spazi e dell'architettura.
E' necessario, però, fare attenzione a non fare dei render che possono ingannare notevolmente l'osservatore, evitando così di creare false aspettative. Un altro aspetto importante per eseguire nel modo corretto un render, è l'inclinazione del quadro di vista (il quadro di vista è quell'elemento che ci permette di vedere le linee verticali in termini assoluti), solitamente verticale, ad eccezione di casi particolari o necessarie forzature.

In conclusione, quando penso al rendering mi viene in mente una nuova forma di arte contemporanea, che può essere interpretata in molti modi diversi. Ciò nonostante credo che saper fare render sia una commistione di più ambiti e regole, passando da quelle della matematica a quelle della grafica, dalla prospettiva alla fotografia, concludendo con la più importante, l'architettura.

Proprio per questo motivo il mio operato è dettato sia dal rispetto delle regole che da un continuo aggiornamento sulle evoluzioni di questo settore.

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di Gianluca Palermi

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