Il rientro dalle vacanze non è solo il ritorno alla routine


La funzione protettiva della routine. Riscoprire se stessi attivando processi di cambiamento
Il rientro dalle vacanze non è solo il ritorno alla routine

Le vacanze appena trascorse sono state un momento di riposo, di svago, ma anche un’occasione per porre uno sguardo diverso su se stessi.

Ci è capitato di vedere un monumento o un posto nuovo, di praticare uno sport oppure semplicemente di fare quattro chiacchere rilassate con degli amici nuovi; abbiamo provato in queste situazioni delle emozioni diverse, per lo più piacevoli, legate alla scoperta di qualcosa di nuovo o alla riscoperta di interessi, di ricordi, di parti di se stessi.

Spesso alcuni pazienti commentano il racconto delle vacanze con queste frasi: “Mi ero completamente dimenticato che potevo stare così bene facendo quello”, “Non ci è voluto molto è stato naturale farlo”…frasi che diventano lo spunto per una riflessione più ampia che può riguardare anche quanti di noi si riconoscano in questi racconti.

Queste esperienze ci hanno messo in contatto con noi stessi e hanno generato sensazioni di benessere ed entusiasmo, tanto da volerle rimettere in pratica nel nuovo anno di lavoro e routine che sta per iniziare.

Le vacanze servono per rilassarsi, staccare la spina per spezzare la routine, ma spesso la routine ci serve.

Se è vero che i ritmi di vita sempre uguali (casa, lavoro, tempo libero) sono naturali, è vero anche che la routine non va semplicemente avanti da sola, noi la consolidiamo. E’ proprio la naturalezza della routine che fa sì che assuma una funzione rassicurante e protettiva.

La routine ci serve: ci preserva dal confronto con il cambiamento e dalle ansie che può generare.

Schermati dalla routine siamo isolati al contatto con parti di noi che potrebbero dare, se esplicite e consapevoli, un colore diverso alla nostra vita e alle nostre giornate routinarie.

Ci sentiamo sicuri, ma condizionati dall’immagine consolidata di noi stessi non facciamo esprimere altre parti di noi.

Come fare per liberarsi da alcuni comportamenti condizionati? Come usare le esperienze estive per attivare un cambiamento?

Siamo tornati dalle vacanze, fermiamoci e dove possibile non buttiamoci subito nei ritmi consueti.

Domandiamoci prima di tutto cosa ci è piaciuto e soprattutto perché? Cosa ci ha fatto scoprire, ricordare, sentire?

Manteniamo attiva la nostra attenzione emotiva sui vissuti che abbiamo provato nel fare qualcosa di diverso o piacevole nelle vacanze e non rendiamolo solo un buon proposito per settembre, ma domandiamoci come mai non siamo riusciti a trovare uno spazio per questo nel corso dell’anno.

Come mai ci siamo fatti accecare dalla routine?

C’erano forse emozioni che non volevamo o potevamo permetterci di sentire? Sono accaduti eventi che ci hanno messo a confronto con una realtà che non siamo ancora in grado di accettare e gestire?

Ecco che queste esperienze non saranno solo piacevoli ricordi estivi, ma assumeranno un significato più complesso se inserite nella nostra esperienza di vita e potranno diventare delle scintille per un processo di cambiamento e di riorganizzazione delle proprie parti di sé e delle proprie risorse.

 

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di Dr.ssa Marzia Dileo

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