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Il risparmio in Italia, troppa liquidità e mancate opportunità


E' necessaria un'adeguata cultura finanziaria e un'attenta analisi delle proprie necessità e obiettivi
Il risparmio in Italia, troppa liquidità e mancate opportunità

L' Italia, dopo il Giappone, è il paese con il più alto indice di risparmio. Si stima, infatti, che ci siano oltre 10 mila miliardi di euro di cui oltre il 50 % in liquidità.

Generalmente abbiamo la tendenza a considerare in maniera anomala il nostro denaro, tendiamo a classificarlo ed asserirlo in comparti stagni che tra di loro non si parlano, facendoci mancare una visione d'insieme.

Esistono tre grandi macro economie dove noi tendenzialmente inseriamo il nostro denaro.

Alla base di tutto c'è la liquidità, appena sopra c'è quella ricchezza e quel patrimonio costruito con il risparmio corrente che si va ad investire in obbligazioni, azioni, fondi, sicav e vari strumenti finanziari assicurativi ed ancora più sopra  c'è quella ricchezza  che si va a costruire, invece, con i risparmi futuri destinati a tutte le esigenze di lungo periodo.

Se dovessimo disegnare uno schema di tutti gli stock finanziari, quello ideale sarebbe una piramide all'interno della quale alla base troveremmo la liquidità, una parte molto consistente, al centro collocheremmo la parte d'investimento del medio periodo ed in cima tutte le risorse finalizzate al lungo periodo.

L'evidenza della fotografia che si ottiene mostra una diversa propensione marginale al consumo di queste risorse; tutti noi tendiamo a spendere molto più facilmente i denari che sono liquidi mentre troviamo sicuramente più difficoltoso disinvestire qualcosa che, invece, abbiamo già destinato mentalmente ad una precisa finalità e il disequilibrio che ne deriva è molto evidente e porta ad avere un’eccessiva liquidità a discapito delle forme di risparmio più dinamiche e, di conseguenza, molto più remunerative.

La causa di questo atteggiamento sta principalmente in una non adeguata cultura finanziaria, in un eccessivo timore per gli imprevisti e in un informazione che evidenzia costantemente le varie problematiche del breve senza prospettare le opportunità del futuro.

Manca, inoltre, una profonda e attenta analisi delle proprie necessità, dei propri obiettivi futuri, ma soprattutto di un piano preciso per il raggiungimento degli stessi.

Per ovviare tutte queste problematiche è auspicabile il contributo di un professionista in grado di costruire una pianificazione finanziaria e patrimoniale tenendo presente le persone e le loro necessità, la loro capacità di risparmio, capire i loro progetti di vita, rispettando le loro esigenze controllandone il rischio. Indispensabile è utilizzare strumenti e strategie che inducano a tenere comportamenti virtuosi e fondamentali per ottenere risultati ottimali con un costante controllo.

Il consulente finanziario è la figura fondamentale per salvaguardare il cliente da tutta una serie di imprevisti e rischi, in quanto la persona rimane sempre il capitale più importante.

 

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