Il riuso nell'interior design, lo stile ecologico a portata di tasche!


Con semplici accorgimenti nel riutilizzo e recupero dei materiali e dell’arredo si ristruttura casa con spese contenute e con minor impatto ambientale
Il riuso nell'interior design, lo stile ecologico a portata di tasche!
La sempre crescente attenzione nei confronti della green economy, mirata a tutelare l’ambiente e a ridurre l’impatto inquinante dei consumi, trova il suo naturale sviluppo nelle nuove idee soprattutto in ambito edilizio, settore in cui l’efficienza energetica la fa da padrona.
Proprio con tale ottica è nato un nuovo stile di interior design ribattezzato "Re-Do", basato sul REclyce, REuse, Reduce (riciclo, riuso e riduzione di materiali impiegati).
Una nuova tendenza sempre più in voga che, oltre ad avere notevoli benefici ambientali, ha certamente la prerogativa del risparmio economico. Si sente, infatti, sempre più spesso parlare di shabby chic, upcycling (riciclo creativo), green style etc...
Riutilizzare, trasformare e dare nuova vita a elementi di arredo che altrimenti sarebbero stati rottamati, consente di modificare l'aspetto degli spazi interni rinnovando con stile il proprio appartamento, negozio o laboratorio. E il tutto senza dover affrontare massicci costi di ristrutturazioni o costose spese per nuovi arredi.
La logica del riuso nell'interior design non è, però, solo applicabile agli elementi di arredo, ma si adatta a un approccio globale che interessa i diversi elementi di un immobile: pareti, pavimenti, rivestimenti, porte, infissi e, ovviamente, arredi.

Ecco alcune considerazioni generali sui singoli elementi:
Pareti: si può intervenire con vernici, il sistema più economico, o "aggiungendo" del materiale alle superfici verticali realizzando, ad esempio, tappezzerie o carte da parati autoprodotte oppure rivestendole con pannelli in vari materiali (lastre di legno nobilitato, teli di stoffa, o fogli di giornale in colla...)
Pavimenti: la tecnica tradizionale per rinnovare i pavimenti è la demolizione della pavimentazione esistente, compreso il massetto che spesso è solidarizzato con il rivestimento superiore e va ripianato per adeguarsi agli spessori della nuova pavimentazione; questa tecnica genera ulteriori spese, disagi, e inquinamento (il materiale di demolizione va smaltito secondo gli appositi protocolli). Invece, basta l’applicazione di una vernice/resina o del materiale autoadesivo sulla pavimentazione (piastrelle, rivestimenti plastici o laminati di limitato spessore) per rinnovare il design abbattendo i costi e i disagi
Rivestimenti: hanno il vantaggio di essere anche rimovibili, consentendo di rinnovare più volte lo spazio; tale caratteristica è quasi indispensabile per le attività commerciali, che necessitano di rinnovare con frequenza l'immagine.
Porte: basta una semplice verniciatura o un rivestimento; si può cambiare l'aspetto di un ambiente semplicemente rinnovando le porte esistenti. Una vecchia porta, ad esempio, che ha già una sua dignità, con una struttura portante in massello o similare, merita di venir riutilizzata, prevedendo un tecnica che la valorizzi dal punto di vista estetico (per esempio: una porta con molte modanature può essere completamente cambiata con una vernice colorata).
Infissi: non è detto che debbano essere necessariamente sostituiti; spesso non si tiene conto che le vecchie finestre in legno, nel 90% dei casi, con l'applicazione di semplici cornici e adeguate guarnizioni possono supportare vetri termici al posto del vecchio vetro singolo, ormai inadeguato.
Arredi: qui non c'è limite alla fantasia; ciascun mobile ha una sua dignità che non viene meno con il passare del tempo perché può essere sempre rinnovato e/o rifunzionalizzato, adeguandolo alle nuove esigenze di utilizzo.

Il futuro, già cominciato!, dell’interior design è il riuso e il riutilizzo di ciò che si ha già per modificare lo stile o per riammodernare un ambiente senza dover aver paura di affrontare spese insostenibili.

Il nostro studio offre la propria consulenza per trovare la soluzione adatta alle vostre esigenze e alle vostre disponibilità.

Articolo del:


di Arch. Umberto Ruggieri

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