Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Il ruolo del commercialista nei rapporti banca - impresa. Caronte virgiliano o dantesco?


Il Commercialista diventa "Caronte" accompagnando l'impresa verso l'accesso al credito
Il ruolo del commercialista nei rapporti banca - impresa. Caronte virgiliano o dantesco?

I regolamenti previsti dall'accordo di Basilea 3 hanno profondamente innovato e modificato la disciplina del sistema del credito, ridefinendo i meccanismi sia dal lato dell'offerta del credito che dal lato della domanda. Questo impone alle imprese di modificare i rapporti con gli istituti bancari e individuare strumenti che consentano di evidenziare le prospettive di business e i risultati economici e finanziari.
In questo contesto diventa fondamentale una efficace comunicazione finanziaria che comprenda non soltanto le informazioni normalmente a disposizione degli istituti bancari per determinare il rating delle imprese clienti, ma anche l'individuazione di modelli idonei a valutare aspetti essenziali come l'organizzazione dell'azienda, le previsioni di sviluppo di mercato in cui opera, il suo posizionamento, che possono diventare driver fondamentali per l'accesso al credito.
I commercialisti, grazie alla conoscenza approfondita delle imprese verso le quali prestano la propria consulenza, rappresentano la figura di congiunzione con il mondo bancario e assumono, dunque, un ruolo di garante dei dati e dei risultati esposti in relazioni, business plan e bilanci. Si tratta di strumenti strategici in “voga” per le banche, quelli cioè che costituiscono gli indicatori necessari ad individuare il profilo di rischio degli affidatari. Se da una lato, seppur con specializzazione studio e conoscenza approfondita della materia, la predisposizione di questi dati è possibile per tutte o quasi le categorie di imprese, ciò che appare di più difficile realizzazione è la messa a punto di strumenti di dialogo trasparente tra istituti di credito e imprese, quali l'analisi qualitativa e quantitativa del bilancio, il miglioramento delle variabili che incidono sul merito creditizio e l'importanza dell'affinamento degli strumenti di programmazione e controllo. Il “consulente” bancario, interlocutore dell’impresa e soprattutto “giudice” reputato idoneo a decretare in quale “girone dell’inferno” del merito creditizio deve essere posizionata l’impresa affidataria, attribuendo alla stessa l’appellativo di dubbio esito o in bonis, appare di fatto spesso impreparato. Poca è, infatti, la cultura delle banche sul tema del rischio di impresa sui temi della gestione del rischio, della programmazione economico-finanziaria, delle forme di finanziamento innovative.

E allora il commercialista diventa “caronte”, colui che accompagna le imprese verso l’accesso al credito quale mediatore, convincendo la banca che l’impresa non ha colpe da espiare, piuttosto voglia di guadagnarsi un pezzo di paradiso, migliorando tramite l’accesso al credito redditività e prospettica, che attraverso un piano finanziario ben strutturato inciderebbe positivamente sulla struttura finanziaria dell’azienda e sul costo del capitale. Il commercialista, quindi, da Caronte dantesco, traghettatore di anime, semplice tramite di coloro che sono destinati all’inferno si trasforma nel Caronte Virgiliano che si oppone a ciò che decreta la “banca” di Enea, ma con il supporto della cultura e della conoscenza sibilliana coglie il ramo d’oro da dare all’impresa per offrirlo a Proserpina, regina degli inferi e moglie di Platone.

Ed allora, concludendo questa astratta metafora del ruolo del commercialista come Caronte che accompagna l’impresa, consentitemi una riflessione più ampia partendo da una domanda piuttosto che da un assunto: ma il nostro sistema bancario quand’è che è entrato in crisi? Beh, quando si è deciso ostinatamente di ridurre, soffocare la funzione creditizia per dare spazio a quella finanziaria, imitando ostinatamente il sistema anglosassone, commettendo il grave errore che questo sistema sia migliore del nostro. Ma in Italia l’abbandono della funzione creditizia ha portato le banche a distruggere valore da un lato e a ostacolare l’accesso al credito per le imprese. Ma ora siamo ad una svolta, se vogliamo rimettere in moto l’economia del nostro paese dobbiamo riscoprire l’accesso al credito, noi commercialisti Caronti virginiani siamo pronti e voi???

 

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse