Il Segreto Bancario Svizzero


Cade anche l'ultimo velo, ora i dati saranno comunicati direttamente
Il Segreto Bancario Svizzero
Era già noto da alcuni anni che le Banche Svizzere, in funzione di una maggiore trasparenza e tracciabilità dei dati internazionali, avevano rinunciato al famoso segreto bancario che tanto aveva giovato alle casse delle banche stesse nei dcenni scorsi. Gradualmente questo processo si sta portando a definizione e viene regolamentato in maniera più chiara. Era dal 2015 che il muro era caduto e, dietro richiesta di autorità straniere le banche dovevano fornire informazioni. Cosa non facile burocraticamente da effettuare. Questo, in buona sostanza, significava che, se alcuna autorità straniera fornita di un mandato si affacciava alla porta, i correntisti potevano rimanere nell'anonimato. Dopo diversi incontri al vertice, le minacce di sanzioni economiche e procedimenti penali contro le banche, la Svizzera ha dovuto cedere alle numerose pressioni da parte di Ue, Stati Uniti e OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Anche perchè, come ad esempio in Italia, nel frattempo si erano succeduti diversi provvedimenti atti a fare emergere i capitali posseduti all'estero e a rendere obbligatoria la loro dichiarazione. Sotto l'egida di queste nuove normative e sotto le pressioni esercitate, in funzione di una maggiore collaborazione, nel mese di maggio del 2016 il Parlamento elvetico ha dato il via libera al nuovo accordo sulla fiscalità del risparmio tra Svizzera e Ue, che introduce lo scambio automatico d’informazioni fiscali sulla base degli standard internazionali elaborati dall’OCSE. Finora un centinaio di paesi hanno annunciato la loro adesione alle nuove norme. L'Italia è tra questi stati aderenti allo scambio reciproco. Ma cosa cambia in concreto? Era o non era caduto già dal 2016 il segreto bancario? Proviamo a fare un'attimo di ordine anche rispetto alle fasi che si sono attuate, in particolare per il 2017 e quelle che si attueranno dal 2018. Finora la Svizzera forniva informazioni bancarie unicamente sulla base di una richiesta specifica da parte di un paese, nell’ambito delle convenzioni di doppia imposizione. Ma la cooperazione non era garantita: le autorità dovevano infatti dimostrare che il cliente aveva effettivamente evaso il fisco. Il 2017 segna, invece, l’entrata in vigore del nuovo accordo sulla fiscalità del risparmio tra Svizzera e Unione europea. Lo scambio automatico d’informazioni comincerà nel 2018. In buona sostanza, nel corso del 2017 le Banche cominceranno a raccogliere i dati dei correntisti esteri e i patrimoni detenuti, questi dati verranno poi comunicati dalle Banche alle autorità elvetiche che li conserveranno a favore degli opportuni controlli degli stati aderenti. A partire dal 2018, invece, lo scambio d’informazioni sarà automatico e concernerà nome, indirizzo, data di nascita e codice fiscale dei contribuenti, come pure importi di interessi, dividendi, redditi derivanti da contratti assicurativi o dalla vendita di attivi finanziari e saldi di conti bancari.

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di Giorgio Guandalini

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