Il sonno


Il training autogeno come alleato del sonno
Il sonno
Sembra una funzione naturale, fisiologica e per la verità lo è, eppure quanto può essere difficile dormire! Difficile il passaggio dalla veglia al sonno, difficile la qualità del sonno perchè può essere più volte interrotto e magari difficile da riallacciare oppure difficile perchè si tratta di un sonno che sopraggiunge in momenti diversi da quelli convenzionali come è quello della notte. In questo scritto vorrei soffermarmi in particolare su quella fase del sonno in cui ci si dovrebbe liberare dai molteplici stimoli del giorno e lasciarsi andare a una fase di tranquillità che ci trasporta con una certa disinvoltura nel sonno. A volte però lo scivolare dolcemente e serenamente nel sonno rappresenta una sofferenza e allora si ritarda quanto più è possibile l'andare a letto o si mettono in atto una serie di azioni non sempre efficaci. Come mai è tanto difficile chiudere gli occhi? Abbandonarsi ad una altra dimensione? Forse le risposte stanno già nelle domande: chiudere e abbandonarsi. Ecco queste dunque che una parte della fatica è rappresentata proprio dal non voler o dal temer di chiudere con il reale, con il concreto. È il lasciarsi alle spalle il quotidiano, il razionale magari complesso, ma rassicurante e conosciuto e andare incontro all'ignoto, al sogno che può spaventare e frenare il sonno. Abbandonarsi al sonno significa anche fidarsi di noi stessi e degli altri. Significa vivere le situazioni senza poterle governare o controllare per un certo periodo, significa perdere il potere sull'ambiente. A volte questa operazione è difficile da realizzare, magari perchè si attraversa un momento complicato, poco sereno, o perchè questa situazione ce la portiamo da un tempo così lontano che abbiamo perso la memoria. Ci sono delle buone regole che ci possono aiutare questo passaggio? Ovviamente sì, ad esempio cercare di mantenere rituali: tenere un orario per il sonno abbastanza regolare, e una serie di situazioni favorevoli legati al luogo ove si dorme. Tra le strategie efficaci inserirei anche il training autogeno. Questa modalità ha in sè una forma di ritualità che comporta un passaggio nel sonno graduale e dolce. Mi piace pensare che lo spazio tra la veglia e il sonno, quel silenzio che può essere vissuto con pesantezza possa essere occupato da un facile quanto valido strumento che si chiama training autogeno. Semplice, ma con potenzialità davvero favorevoli, il training autogeno favorisce l'abbandono del quotidiano in modo gradualmente decrescente fino a raggiungere il tanto desiderato sonno.

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