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Il Welfare degli Avvocati


Breve relazione sulla Convention di Cassa Forense del 09-10 giugno 2017
Il Welfare degli Avvocati
Il punto focale della convention organizzata dall’ente previdenziale forense nei giorni scorsi è stato ovviamente il Welfare, inteso come assistenza e servizi per l’intera comunità al fine di elevarne il livello di prosperità percepito e, soprattutto, reale.

E’ emerso senza dubbio come se l’obiettivo in più da perseguire con il massimo impegno nel breve e medio tempore sia proprio la sostenibilità sociale, un grande passo in avanti è stato fatto grazie al Nuovo Regolamento dell’Assistenza.
Ed il messaggio altrettanto chiaro lanciato da Cassa Forense è che non è più sufficiente la sola "assistenza passiva", che prevede erogazioni in caso di bisogno individuale o in caso di calamità naturali, ma si rivela necessario implementare gli istituti di "assistenza attiva" (o cd. "strategica") già presente in tre ambiti basilari, ovvero famiglia, salute e professione.
Tale consapevolezza è stata espressa in modo cristallino dal Presidente di Cassa Forense, Avv. Nunzio Luciano, secondo cui "i contributi versati dagli iscritti servono sì all’erogazione della pensione, ma ancora prima (e forse ancor di più) all’assistenza dell’avvocato, dall’inizio alla cessazione dell’attività professionale".

E proprio nell’ambito dell’assistenza attiva alla professione si inserisce lo strumento presentato nella prima sessione della convention: la banca dati Dat Avvocato.
Tale banca dati, contenente oltre 1 milione di documenti ed aggiornata quotidianamente, comprende tutta la normativa nazionale, regionale e comunitaria ed altresì un’ampia selezione di giurisprudenza sia in forma di massima che di sentenze integrali.
Questo mezzo, sviluppato in collaborazione con il Sole24Ore, è finalizzato ad incrementare la competitività della categoria, mantenendo aggiornati i professionisti senza però onerarli di ulteriori costi e consentendo dunque loro di incrementare potenzialmente i propri redditi professionali.

Di importante rilievo è stato poi l’intervento, nella seconda parte della convention, del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il quale da un lato ha fermamente ribadito la propria disponibilità a fornire una soluzione all’annoso problema dell’equo compenso, avendo avuto modo di constatare come il libero mercato abbia dimostrato di non aver saputo impedire situazioni di debolezza per i professionisti, e dall’altro ha riconosciuto l’esigenza di un intervento a favore di liquidazioni più congrue e rapide relativamente ai compensi per il patrocinio a spese dello Stato.
Lo stesso Ministro, pur discostandosi dal tema del Welfare, ha inoltre rimarcato l’esigenza di una riforma della magistratura ordinaria, stante l’attuale insoddisfacente organizzazione della stragrande maggioranza degli uffici giudiziari italiani.

Altrettanto interessante è stata poi l’analisi del rapporto CENSIS 2017, presentato sempre nella seconda parte della Convention dal quale è emerso che, mentre il fatturato derivante dal contenzioso è rimasto costante, attestandosi al 66%, è in lieve calo quello derivato dall’attività di consulenza, che passa dal 28,7% al 28,2%, a favore di quello frutto di mediazioni o arbitrati, che dal 5,3% è salito al 5,8%.

Da ultimo si evidenzia che tutti i rappresentanti delle altre Casse professionali, susseguitisi sul palco a conclusione della terza sessione, hanno dichiarato di essere disposti a collaborare, operando sinergie affinché i liberi professionisti contribuiscano veramente ad orientare il futuro del Paese. Particolare espressione di tale intento è il progetto, attualmente in fase di sviluppo da parte della Associazione degli Enti Previdenziali Privati, cd. WISE, ovvero Welfare - Investimenti - Servizi - Europa, che dimostra come il welfare strategico sia obiettivo principale di tutte le Casse, in particolare di Cassa Forense.

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