Illegittima la normativa sugli stupefacenti


Cosa cambia nei processi penali per spaccio di stupefacenti
Illegittima la normativa sugli stupefacenti
La Corte Costituzionale il 12 febbraio 2014 ha dichiarato l'incostituzionalità della normativa sugli stupefacenti dal 2006 al marzo 2013.
Si torna dunque alla vecchia legge in vigore fino al 27 febbraio 2006 che distingue droghe leggere e droghe pensanti ed è più severa per i reati che coinvolgono droghe pesanti (eroina, cocaina: pena minima 8 anni di reclusione) e più lieve per i reati che coinvolgono droghe leggere (hashish, marijuana) dato che la pena minima è di 2 anni di reclusione (cd. legge Jervolino Vassalli del 1990 come emendata dal referendum del 1993).
Da quando cambiano le regole per la cessione di sostanze?
Dal 6 marzo 2014 è in vigore la "nuova" disciplina.
E per i fatti di spaccio di scarsa qualità della sostanza stupefacente (cd. fatti di lieve entità)?
Per i fatti cd. di "lieve entità" il legislatore è intervenuto il 23 dicembre 2013 con il DL 146/13 convertito il 20 febbraio 2014 ed in vigore dal 24 dicembre 2013: la normativa in vigore da allora prevede per i fatti lievi la reclusione da uno a cinque anni e costituisce non più una attenuante ma una fattispecie autonoma di reato (senza differenziare fra droghe leggere e droghe pesanti)
E chi ha commesso un reato di spaccio dal 27 febbraio 2006 fino al 6 marzo 2014?
Si applica la norma più favorevole fra quelle del tempo in cui il reato è stato commesso e quelle successive.
Di regola:
- Se il reato riguarda droghe pesanti c’è il diritto di fruire della normativa dichiarata incostituzionale perchè più favorevole (pena minima anni 6);
- Se il reato riguarda invece droghe leggere si applica invece sempre la normativa abrogata nel 2006 e ora "risorta" (pena minima anni 2);
E chi commette un reato dopo il 6 marzo 2014?
Se il reato riguarda droghe pesanti si applica la normativa abrogata nel 2006 e ora "rinata" e quindi la pena minima di anni 8.
Se il reato riguarda invece droghe leggere si applica la normativa abrogata nel 2006 e ora "risorta" (pena minima anni 2).
E per i reati riguardanti la droga di lieve entità?
Il fatto cd. lieve è quello nel quale l'azione è modesta (con riguardo a mezzi, modalità e circostanze dell'azione delittuosa) ed è modesto anche l'oggetto materiale del reato (qualità e quantità delle sostanze): si tratta di una valutazione del giudice che ha importanti riflessi sul procedimento (durata della misura cautelare, prescrizione, pena).
Per i fatti di lieve entità è da ultimo intervenuta la legge n. 76 (entrata in vigore il 21 maggio 2014) che punisce lo spaccio "lieve" di sostanze stupefacenti senza distinzione fra droghe leggere e pesanti, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.
Qual è il sistema di sanzioni ora in vigore?
In definitiva il sistema sanzionatorio del DPR 309/90 in vigore per le sostanze stupefacenti è il seguente:
a) irrilevanza penale dell’uso personale delle sostanze stupefacenti, senza rilievo diretto del quantitativo detenuto che, però, in concreto poteva assumere rilevanza a fini probatori per desumere la destinazione a fine personale;
b) illiceità penale delle diverse condotte descritte all’art. 73 comma 1 (ivi compresa la detenzione illecita), se diverse dall’uso personale, sanzionata:
1) droghe pesanti:
- ai sensi del comma 1, con la reclusione da otto a venti anni e con la multa da euro 25.822 ad euro 258.22);
- nell’ipotesi lieve prevista dal comma 5, con la reclusione sei mesi a 4 anni e con la multa da 1.032 a 10.329 € senza distinzione fra droghe leggere e pesanti;
2) droghe leggere:
- ai sensi dei commi 1 e 4, con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 5.164 ad euro 77.468;
- nell’ipotesi lieve prevista dal comma 5, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da 1032 a 10.329 € senza distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti.

La sentenza della Corte Costituzionale non incide invece sulla nozione di uso personale. Rimane la irrilevanza penale (cioè non è reato) ogni detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, indipendentemente dalla quantità di sostanza detenuta. Ovviamente rimangono le sanzioni amministrative.

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di Avv. Mirko Bartolini

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