Illegittimo l'affidamento del servizio riscossione Tarsu al R.T.I


Il R.T.I. maneggiando denaro pubblico è obbligato all'iscrizione all'albo di cui al D.M. 289/2000
Illegittimo l'affidamento del servizio riscossione Tarsu al R.T.I

Con la recente sentenza della C.T.P. di Napoli n.10836/18 è stato affermato l’obbligo dell’iscrizione del R.T.I. all’albo di cui al D.M. 289/2000, o quanto meno l’obbligo di iscrizione all’albo di tutte le società partecipanti al R.T.I. In tal senso va richiamata la giurisprudenza del Consiglio di Stato (sentenza 1421 del 24/03/2014 e n.380 del 31/01/2017).

Il raggruppamento temporaneo di imprese (R.T.I.) è un istituto mediante il quale un’impresa, che non dispone in misura sufficiente dei requisiti necessari per partecipare ad una determinata gara d’appalto, si associa ad altre imprese per avere i requisiti necessari per la partecipazione ad una specifica gara.

L’Agenzia Entrate Riscossione – Ge.Se.T. Italia Spa – Ottogas S.r.l., non avendo, quindi, singolarmente tali requisiti, hanno costituito un R.T.I., con la diretta conseguenza di essere poi autorizzati (chiaramente come Raggruppamento Temporaneo di imprese) a chiedere l’iscrizione all’Albo dei soggetti abilitati ad effettuare attività di liquidazione, e di accertamento dei tributi degli enti locali (art.53, comma 1, D.Lgs. n.446/97).

Pertanto, solo il R.T.I., cumulando i requisiti di ciascuna azienda, poteva essere iscritto all’Albo di cui all’art.53 per l'accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali. Mancando tale iscrizione e considerato che non tutti i partecipanti al R.T.I. hanno i requisiti per essere iscritti all'albo di cui al D.M. 289/2000, gli accertamenti Tarsu notificati in questi ultimi anni sono da ritenersi nulli.

Per approfondimenti: gianluca.gaeta@vodafone.it

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di dott. Gianluca Gaeta

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