Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Impresa, cultura della sicurezza e ruolo della formazione


Nella sicurezza sul lavoro, per realizzare un efficace progetto di trasformazione culturale l’attività formativa è fondamentale
Impresa, cultura della sicurezza e ruolo della formazione

In qualsiasi impresa per sviluppare la cultura organizzativa va coinvolto tutto il management, a cui va sollecitato, in termini strategici, il presidio dell’intero processo operativo e affidata l’occasione di migliorare i valori culturali, compresi quelli della sicurezza.

Spesso, però, le figure per la sicurezza non sono in grado, per mancanza di specifiche competenze o perché si occupano di scopi più pragmatici e tempestivi, di cogliere le complesse relazioni sistemiche e interfunzionali previste da tali azioni. Lo stesso quadro normativo non favorisce questa evoluzione.

Il D.lgs. 81/08, nonostante il nuovo approccio sistemico alla sicurezza e pur definendo precisi ruoli e responsabilità (Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Lavoratori, RSPP/ASPP, Medici Competenti, Addetti all’Emergenza, RLS, ecc.), trascura totalmente l’interfaccia tra funzioni aziendali e il ruolo di supporto del management dell’organizzazione come fornitore di know-how.

Questo crea (e a volte aggrava) difficoltà nell'organizzazione rispetto alle attese di un più efficiente coordinamento tra funzioni, una maggior consapevolezza e responsabilità e un miglior approccio al mutamento culturale e comportamentale per la sicurezza, così come implicitamente la stessa norma richiede.

Spesso nelle imprese la gestione dei programmi formativi chiesti dal D.Lgs 81/08 e regolamentati dagli Accordi Stato/Regioni è eseguita direttamente dal RSPP, molte volte in modo totalmente disgiunto dalle altre attività formative aziendali e orientata in un senso rigorosamente tecnico.

In altre occasioni (per esempio, quando si coinvolgono i lavoratori in piani di comunicazione, riconoscimento e incentivazione di comportamenti sicuri) raramente si coinvolge tutto il management se non per opportuna informazione. Le azioni sono condotte soltanto dal RSPP, in collaborazione con altre figure preposte alla sicurezza, originando spesso esiti sfavorevoli nel riscontrare miglioramenti nei comportamenti organizzativi sulla sicurezza e, in ogni caso, fornendo risultati molto inferiori rispetto a quelli raggiunti con un miglior coordinamento tra funzioni e un’adeguata integrazione con la cultura organizzativa.

L’apprendimento risulta efficace solo quando i processi di acquisizione sono valorizzati in tutto il contesto organizzativo. È fondamentale, quindi, che i profili della formazione siano in grado di gestire la complessa trama di relazioni, bisogni e culture del lavoro diverse. Inoltre, nella sicurezza la cultura organizzativa si modifica continuamente e la formazione è sollecitata a funzioni di sostegno attivo che richiedono specifici profili in grado di generare, con specifiche azioni formative, le trasformazioni culturali e i nuovi comportamenti.

Il primo profilo è quello del Safety Promoter che:

•    conosce a fondo il piano strategico-culturale d'insieme consentendogli di avere padronanza dell’integrale percorso formativo,

•    non gestisce soltanto il processo formativo relativo la sicurezza ma possiede competenze per perfezionarlo nella complessiva strategia formativa aziendale;

•    è consapevole della rilevanza del proprio ruolo e degli esiti da raggiungere, soprattutto in termini di impatto dei comportamenti individuali e organizzativi;

•    accompagna, anche con l’aiuto di un team messo a disposizione dalla struttura, la fase critica di analisi delle esigenze formative e le perfeziona nella pianificazione complessiva degli interventi.


Il secondo profilo è il Safety Watcher che:

•    supporta Safety Promoter e accerta sul campo le soft skill idonee a raggiungere gli obiettivi di sviluppo della cultura organizzativa per la sicurezza;

•    verifica gli effettivi esiti del cambiamento comportamentale (individuale/organizzativo), suggerendo al Safety Promoter ulteriori contributi per attuare le azioni del piano formativo;

•    riveste un fondamentale ruolo nell’avvio del piano e nelle successive fasi favorendo lo svolgimento delle attività di interesse comune e collaborando alla realizzazione di specifici interventi formativi legati all’ottimizzazione delle soft skill strategiche.


Il terzo profilo è il Safety Trainer che:

•    collabora con il Safety Watcher essendo direttamente coinvolto nelle attività formative che mirano a integrare, all’interno dell’organizzazione, le competenze tecniche con le soft skill strategiche;

•    pur esercitando in prevalenza l’addestramento tecnico, con un’appropriata formazione e un progressivo sviluppo di funzione, gli si può assegnare il ruolo di formatore;

•    una volta acquisite le competenze del formatore e consapevole delle necessità culturali dell’organizzazione, ottiene ulteriore spazio e rilevanza in quanto interviene direttamente sulle persone e sui loro comportamenti agiti anche durante lo svolgimento del ruolo tecnico.

 

                                                                                                                                       

   PROFILI E AMBITI DI AZIONE  

Safety Promoter

- Coopera con tutta la rete formativa interna

- Gestisce il piano strategico e il percorso formativo relativi alla sicurezza

- Accompagna la fase di analisi delle esigenze formative anche con l’assistenza di un team

- Pianifica la strategia dei propri interventi integrandola con il piano formativo aziendale

- Riscontra e valuta i risultati raggiunti in termini di impatto individuale e organizzativo

Safety Watcher

- Supporta il Safety Promoter

- Individua il gap di competenze trasversali degli appartenenti all’organizzazione

- Verifica gli effetti delle nuove competenze sulle modalità comportamentali

- Formula nuove proposte formative per il mantenimento e il miglioramento delle competenze acquisite   

 

 

Safety Trainer

- È un tecnico che adegua le proprie competenze per assumere un ruolo di istruttore-formatore

- Assiste il Safety Watcher

- Segue il processo di sviluppo dei singoli e dell’organizzazione

- Comprende le necessità culturali dell’organizzazione e interviene sui comportamenti agiti delle persone

 

     

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Benessere organizzativo e cultura della sicurezza

Le imprese affrontano la gestione della sicurezza con modalità o approcci diversi, ma è auspicabile un suo diverso assetto in funzione di un cambiamento culturale

Continua