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Imprese del Terzo Settore: modifiche in arrivo


Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare, norme integrative e correttive del Codice del Terzo settore e dell'impresa sociale
Imprese del Terzo Settore: modifiche in arrivo
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 21 marzo 2018, in esame preliminare, un decreto che introduce norme integrative e correttive del decreto legislativo sulla revisione del Codice del Terzo settore e della disciplina in materia di impresa sociale.
Per quanto riguarda la disciplina relativa agli enti del Terzo settore, il provvedimento interviene in vari ambiti e in particolare in materia di:
- attività di interesse generale esercitabile dai predetti enti;
- acquisto della personalità giuridica;
- revisione legale dei conti; organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
- agevolazioni fiscali in favore dei predetti enti.
In particolare, il nuovo testo, tra l’altro:
- integra l’elenco delle attività di interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore;
- in materia di revisione legale dei conti, chiarisce che l’obbligo sussiste solo per gli enti del Terzo settore di maggiori dimensioni e che l’ente del Terzo settore può, per previsione statutaria, affidare la revisione legale dei conti, quando essa sia obbligatoria, all’organo di controllo interno, a condizione che in tale organo di controllo sia presente un revisore legale iscritto nell’apposito registro;
- prevede che le organizzazioni di volontariato di secondo livello devono avvalersi in modo prevalente dell’attività di volontariato delle persone fisiche associate alle organizzazioni di primo livello che ne compongono la base sociale;
- aumenta di quattro unità il numero dei componenti del Consiglio nazionale del Terzo settore, al fine di assicurare una più ampia rappresentanza degli enti, comprese le reti associative.
Infine il provvedimento prevede, in materia fiscale, integrazioni e correzioni concernenti, tra l’altro, la definizione della platea degli enti destinatari delle misure agevolative, anche con riferimento agli Enti filantropici.

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato, in esame preliminare, il decreto che introduce norme integrative e correttive del decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale. Gli interventi correttivi e integrativi previsti riguardano in particolare:
- l’utilizzazione dei lavoratori molto svantaggiati e dei volontari;
- l’adeguamento degli statuti delle imprese sociali;
- le misure fiscali e di sostegno economico.
Inoltre il decreto prevede:
- l’introduzione di un limite temporale ai fini del computo della quota di lavoratori definiti "molto svantaggiati" dipendenti dell’impresa sociale;
- la possibilità, per le ex Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza (IPAB) privatizzate, di acquisire la qualifica di impresa sociale;
- l’inserimento di una clausola di salvaguardia della normativa in tema di società cooperative, volta a garantire che le operazioni straordinarie avvengano nel rispetto delle finalità tipiche e dell’identità specifica dell’impresa sociale in forma cooperativa;
- l’introduzione di limiti più stringenti all’impiego di volontari nelle imprese sociali, con la previsione che l’azione dei volontari stessi debba essere aggiuntiva e non sostitutiva di quella dei lavoratori impiegati.
Sul versante fiscale, è prevista la non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva e, al contempo, della imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni ISTAT.
Sono stati introdotti inoltre delle modifiche alla disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali, per precisare che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. In questo modo, la disciplina viene allineata a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative (art. 25 del decreto legge n. 179 del 2012), già approvata da parte della Commissione Europea.


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