IRI 2017: la nuova imposta sul reddito d’impresa


Base Imponibile - Effetti - Convenienza
IRI 2017: la nuova imposta sul reddito d’impresa
IRI 2017: la nuova imposta sul reddito d’impresa

Il disegno di legge di bilancio 2017 prevede, con decorrenza 1 gennaio, l’introduzione dell’ IRI fissata al 24%.

La nuova imposta, che troveremo disciplinata con l’introduzione dell’ art. 55 bis TUIR, andrà a colpire il reddito delle imprese individuali, delle società di persone (SNC e SAS) in contabilità ordinaria e delle SRL trasparenti che sceglieranno questo nuovo regime.

L’opzione, esercitabile nel prossimo Modello Unico 2018, vincolerà per un quinquennio e sarà rinnovabile.

Base imponibile
Il reddito d’impresa, determinato secondo le vecchie regole in tema di variazioni fiscali, sarà sottoposto a tassazione IRI 24% previa deduzione dei prelievi periodici che l’imprenditore individuale, i soci di società di persone e/o di SRL trasparenti si attribuiranno durante l’anno.

Queste ultime somme invece formeranno la base imponibile da sottoporre a tassazione IRPEF in capo al percipiente.

E’ prevista anche la possibilità di riporto delle perdite. Recita infatti l’articolo 68 della legge di bilancio 2017: "le perdite maturate nei periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni relative all’IRI sono computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza in essi"


Effetti
Con il meccanismo appena illustrato si andrà a verificare una sorta di separazione tra reddito dell’impresa, tassato in maniera proporzionale e reddito dell’imprenditore sottoposto a tassazione progressiva IRPEF.

In sostanza, conformemente alla tassazione prevista per le società di capitali, visto che anche l’IRES è stata ridotta al 24%, si verificherà che tutti i redditi d’impresa verranno sottoposti alla medesima aliquota d’imposta a prescindere dalla forma giuridica rivestita.

Lo stesso in relazione al reddito dell’imprenditore che, sulla base dei prelievi, sarà riconosciuto come compenso del lavoro apportato e come tale sottoposto a tassazione progressiva IRPEF al pari dei redditi di lavoro dipendente o da pensione.

Il meccanismo appena illustrato favorirà la patrimonializzazione delle piccole imprese: il reddito non distribuito sarà sottoposto, in generale, ad un carico fiscale ridotto grazie all’imposta sulle società da sempre più bassa rispetto all’aliquota marginale ritraibile dalla tassazione progressiva IRPEF.

Convenienza
I calcoli di convenienza sono legati a diversi elementi tra cui l’incidenza delle addizionali IRPEF, il conseguimento di redditi di altra natura, deduzioni e detrazioni personali, e soprattutto la quantità dei prelievi rispetto al totale dell’utile d’impresa conseguito: più alti saranno i primi e meno sarà conveniente optare per il nuovo regime IRI.

La manovra economica è ancora in corso di approvazione, saranno possibili cambiamenti ulteriori.

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