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ISO 45001, gestire la sicurezza nel valore della consapevolezza


Nell'applicare la ISO 45001, solo un management consapevole e competente migliora la qualità della sicurezza e sviluppa le logiche per adottare comportamenti sicuri
ISO 45001, gestire la sicurezza nel valore della consapevolezza

 

In un’organizzazione il management è basilare sia per conseguire un senso di consapevolezza del Sistema di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro, che per provvedere all’uniformità di atteggiamento organizzativo.

L’unico dispositivo (volontario) che consente a un’organizzazione di gestire la sicurezza sul lavoro con un controllo funzionale e sistematico è costituito dalla norma ISO 45001.

Del resto, negli ultimi anni non sono certo poche le organizzazioni che rivolgono la loro attenzione alla questione “buone prassi” da impiegare per migliorare gli aspetti della salute e sicurezza sul lavoro associati al benessere organizzativo e alla responsabilità sociale.

Il D.lgs. n.81/2008 (e le integrazioni del D.lgs. n.106/2009) rappresenta, però, una norma la cui osservanza è cogente, ma non certificabile (ovvero nessun organismo rilascia un certificato di conformità e la norma è valida limitatamente al territorio nazionale).

Diversamente, la norma ISO 45001 costituisce lo standard normativo riconosciuto in sede internazionale, con uno schema di attestazione che prevede l’applicazione di alcuni criteri che il D.lgs. 81/08 e 106/09 non contengono esplicitamente come, per esempio, lo studio delle misure di miglioramento e l’adozione di un sistema conforme alla ISO 45001. 

La ISO 45001 costituisce, invece, un importante stimolo al miglioramento continuo e un forte elemento di distinzione per tutte quelle aziende che vogliono andare oltre “la gestione cogente” della sicurezza.

Costruire valori condivisi su tale norma richiede, però, più che nelle procedure (spesso troppo rigorose) e negli strumenti di controllo (assillanti sulla precisione), la capacità di coinvolgimento emotivo delle persone, l’impegno in una continua ricerca di compartecipazione e cooperazione che vada oltre i meccanismi e le procedure utilizzate dal sistema. Da parte del management è necessario procedere attraverso 3 aree di azione:

 

 


Area comunicativa

I processi di comunicazione e informazione sono essenziali sia per raggiungere gli obiettivi fissati in attuazione alla politica aziendale che per far partecipare il personale e coinvolgerlo proattivamente nel SGSL.

Infatti, se da un lato l’organizzazione, in funzione delle proprie specifiche esigenze e peculiarità, deve definire le modalità e gli strumenti che assicurino l’efficienza e l’efficacia del processo di comunicazione, dall’altro il suo management deve:

•    informare tutto il personale su chi possiede (e con quali criteri) le responsabilità per la sicurezza e chi sono i soggetti che hanno incarichi specifici nel SGSL;

•    divulgare in modo capillare la politica aziendale della sicurezza e, se presente, il Codice di Comportamento;

•    proporre e/o orientare verso modalità di comunicazione efficaci gli obiettivi del SGSL, dei programmi di attuazione e dei risultati raggiunti;

•    verificare che il flusso informativo sia corrispondente agli obiettivi di condivisione connessi alle informazioni inerenti il SGSL;

•    promuovere il più possibile le attività di cooperazione e collaborazione tra tutti i soggetti interessati interni e/o esterni all’organizzazione;

•    favorire la comunicazione interpersonale e il ritorno delle informazioni in materia di SGSL.

 


Area formativa

La formazione (e la consapevolezza che ne consegue) sono elementi fondamentali per chi è coinvolto nel SGSL. Pertanto, per l’organizzazione è necessario definire e mantenere attive le modalità per assicurare che il personale sia, a ogni livello, competente e affidabile.

Si intende per competenza un'adeguata formazione, addestramento, esperienza e comportamenti. Rispetto a quest’area, l’organizzazione ha il principale compito di definire la sistematicità e le modalità per identificare i fabbisogni formativi del personale in relazione ai rischi specifici del luogo di lavoro, delle mansioni e delle competenze indispensabili per svolgere le attività. Il tutto, tenendo conto anche delle opinioni dei lavoratori interessati e dei loro rappresentanti.

Il suo management, però, deve essere in grado di:

•    regolare la conformità delle proprie azioni con la politica aziendale e i requisiti del SGSL;

•    rilevare sia i rischi presenti quando si svolgono le attività che quelli indotti nei confronti di altre componenti dell’organizzazione e raffrontarli con gli eventuali benefici che derivano per il SGSL dal miglioramento delle prestazioni individuali;

•    effettuare i regolari accertamenti dell’efficacia dell’attività formativa anche con appositi test di apprendimento e verifiche sul comportamento degli operatori;

•    appurare che tutti i compiti che possono influenzare le condizioni del SGSL siano svolti da personale competente e accertarsi degli eventuali effetti conseguenti allo scostamento da quanto stabilito;

•    verificare che il possesso delle competenze di ruolo e di responsabilità da parte dei lavoratori soddisfino gli assetti della politica per la sicurezza e gli obiettivi da raggiungere per realizzare interamente il SGSL in tutte le condizioni operative, inclusa l’emergenza.

 


Area partecipativa

Il “coinvolgimento” e la “partecipazione” a questioni legate al SGSL consentono a tutto il personale di essere consapevole dei pericoli, dei rischi e dello scopo delle misure di prevenzione e protezione.

È compito dell’organizzazione definire, oltre a quanto già stabilito dalle normative vigenti, le modalità e gli strumenti per mettere in atto il coinvolgimento dei lavoratori, dei preposti e dei loro rappresentanti per la sicurezza al fine di poter contribuire attivamente, anche in base alle loro conoscenze ed esperienze, allo sviluppo e al mantenimento del SGSL.

Al management, indubbiamente, è conferita la funzione di servirsi di tali modalità e strumenti affinché i lavoratori e i loro rappresentanti siano effettivamente “educati” a compartecipare al funzionamento del SGSL e cercando di favorire la loro condivisione:

•    ottenendo dal personale osservazioni e considerazioni (anche tramite la segnalazione di incidenti) sulla continua identificazione dei pericoli e della relativa valutazione dei rischi contribuendo all’analisi e definizione delle misure di sicurezza;

•    organizzando riunioni periodiche sugli aspetti generali e/o specifici del SGSL avvalendosi, se opportuno, anche di altre occasioni organizzate per la gestione aziendale;

•    raccogliendo ed esaminando le osservazioni e i commenti del personale sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sull’organizzazione e il funzionamento del SGSL, sulle procedure e sui metodi di lavoro utilizzati.


Tutto il “patrimonio” di informazioni e indicazioni di miglioramento derivanti da queste 3 aree di azione dovrebbero, successivamente, essere tenute in considerazione sia per un’eventuale riformulazione della politica della sicurezza, che in fase di riesame del SGSL.

Costruire e diffondere una cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro, individuare e tenere sotto controllo i potenziali rischi, salvaguardare la reputazione aziendale e rispettare la normativa vigente in materia di sicurezza sono, oggi, obiettivi irrinunciabili per quelle organizzazioni che vogliono essere competitive e, contemporaneamente, responsabili.

 

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