L'architettura racconta


L'architettura come mezzo di comunicazione nella storia
L'architettura racconta
"Dall'origine delle cose fino al XV secolo, l'architettura e' il gran libro dell'umanita', l'espressione principale dell'uomo ai suoi diversi stati di sviluppo, sia coma forza fisica, sia come intelligenza.
Quando la memoria delle prime stirpi si senti' sovraccarica; quando il bagaglio dei ricordi del genere umano divento' cosi' pesante e cosi' confuso che la parola, nuda e volante, arrischio' di perderne parte per strada, si trascrissero sul suolo nel modo piu' visibile, piu' durevole e piu' naturale a un tempo.
Si sigillo' ogni tradizione con un monumento"
Questo scriveva Victor Hugo nel suo immortale capolavoro "Notre-Dame de Paris" e da qui vorrei prendere spunto per ribadire il concetto che l'architettura nella storia dell'umanita' sia non solo la tecnica di costruzione degli edifici, ma un vero e proprio linguaggio con cui noi e i nostri avi prima di noi, comunichiamo ai posteri storia, cultura, pensiero, aspettative, credenze della nostra epoca.
Un messaggio concreto, reale e duraturo che racconta il cammino intrapreso dall'umanita'.
Fin dalla preistoria l'uomo ha costruito, oltre che per esigenze abitative, anche per comunicare; gli uomini vivevano nelle caverne, ma gia' erigevano monumenti agli Dei e questo e' sempre stato in tutte le epoche ed in ogni luogo.
Insieme alla celebrazione del divino, questo slancio si e' trasmesso anche agli edifici eretti a dimore. Ogni popolo, oltre alla pittura e alla scrittura, ha sempre usato l'architettura, cioe' il modo di costruire, come un mezzo per identificarsi.
Non dobbiamo pensare che alcuni stili siano frutto solo di esigenze pratiche e della possibilita' di reperire determinati materiali. In realta' si e' sempre cercato di usare le costruzioni come un linguaggio fisico che permettesse di esprimere altro oltre alle funzioni peculiari.
Pensiamo alla magnificenza dell'Impero romano, agli edifici che diventavano sempre piu' maestosi e imponenti man mano che aumentavano le conquiste espansionistiche. Era un modo per celebrare la grandezza di un popolo che aveva saputo instaurare e governare un impero senza precedenti per dimensioni, legislazione, organizzazione.
Anche il semplice cittadino doveva essere coinvolto nel sogno e sentirsi parte di questa grandezza.
Anche nel mondo moderno vi sono Stati che celebrano la propria opulenza attraverso costruzioni sempre piu' alte, ardite e tecnologicamente avanzate. Ma anche il singolo cittadino, scegliendo la propria abitazione cerca qualcosa che lo identifichi, che racconti qualcosa di lui all'interno del proprio contesto sociale.
Basti pensare a come scegliereste la vostra casa ideale, a quali elementi vorreste che spiccassero, vi accorgerete che immaginate qualcosa di unico, originale, ma anche visivamente e percettivamente bello, particolare, singolare, che rispecchi la vostra immagine e cio' che volete raccontare di voi.

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di Arch. Francesco Antoniazza

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