L’I.N.P.S. si prende gioco dei pensionati


Totalizzazione dei contributi per gli Spedizionieri Doganali
L’I.N.P.S. si prende gioco dei pensionati
L’Associazione Spedizionieri Doganali, nel lontano 2007, ha sostenuto una causa con il mio patrocinio avente ad oggetto la totalizzazione dei contributi per ottenere la pensione di anzianità . Il principio giuridico che ne sosteneva le ragioni era contenuto nell’art. 1 del D.Lgs. 02/02/2006 n. 42, il quale stabiliva che è data facoltà, per ottenere la pensione di anzianità, di cumulare periodi assicurativi non coincidenti, per i soggetti che abbiano compiuto 65 anni con un’anzianità contributiva di almeno 20 anni, ovvero, indipendentemente dall’età anagrafica, abbiano accumulato un’anzianità contributiva non inferiore a 40 anni.

La situazione degli spedizionieri doganali rientrava nella fattispecie: infatti tutti gli spedizionieri erano iscritti al Fondo Spedizionieri oltre che al Fondo Lavoratori Dipendenti e al Fondo della Gestione Separata. L’I.N.P.S. non riconosceva i contributi versati nel fondo negando la pensione di anzianità a chi aveva lavorato anche più di 40 anni. Ho così dovuto proporre un ricorso al Giudice del Lavoro di Como, il quale ha dato ragione al pensionando, condannando l’istituto a pagare la pensione di anzianità totalizzando i contributi versati nel fondo.

L’I.N.P.S. proponeva appello, ma la Corte d’Appello di Milano confermava la sentenza di primo grado riconoscendo la pensione di vecchiaia in totalizzazione, ma l’I.N.P.S. non dava esecuzione. Sulla scorta di tali sentenze favorevoli venivano da me proposti altri ricorsi al Giudice del Lavoro, tutti vinti in primo grado ed in appello, ma la protervia dell’I.N.P.S. non aveva limiti in quanto non solo non pagava i pensionati vincitori, ma per tutti proponeva ricorso in Cassazione.

L’attesa era divenuta estenuante in quanto la tempistica comportava, ad esempio, per una causa iniziata nel luglio 2007 una sentenza di primo grado ad ottobre 2008, una sentenza di secondo grado nel febbraio 2011 e la definitiva sentenza di Cassazione nel luglio 2015. Avanti alla Corte di Cassazione nel luglio del 2015 sono infine arrivate tutte le cause da me patrocinate oltre a quelle di altri colleghi avente medesimo oggetto.
La Cassazione ha riconosciuto a tutti il diritto di ottenere la pensione di anzianità, respingendo tutte le difese dell’I.N.P.S.

E’ passato più di un anno e l’I.N.P.S. non ha ancora proceduto a pagare le pensioni e, se non provvederà spontaneamente, si dovrà fare un’altra causa per determinare la somma spettante ai pensionati e, successivamente, se ancora non pagherà, si dovrà procedere con un pignoramento nei confronti dell’Istituto.
Intanto un cliente malato ha paura di non vivere abbastanza per ottenere la pensione!!!

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