La lotta alla corruzione in materia di sanità (Appalti - COVID-19)


L'incidenza della pianificazione anticorruzione quale strumento di ottimizzazione del procurement in sanità
La lotta alla corruzione in materia di sanità (Appalti - COVID-19)

Prima di entrare nel tema proposto, penso che siano necessarie alcune considerazioni. Una volta che la salute è in Italia, come in tantissimi paesi al mondo, un diritto costituzionale fondamentale di ogni individuo e anche di interesse collettivo, d’accordo con l’articolo 32 della nostra Costituzione. Cioè, lo Stato Italiano ha il dovere di garantire a tutti i cittadini presenti sul territorio nazionale, indipendentemente della nazionalità, dell’origine, della razza, della religione, della condizione economica, o di altre preferenze personale, culturale o sociale, compressi anche i turisti o i immigranti legali o illegali sul territorio, l’accesso al servizio sanitario nazionale.

Questo obbligo è previsto anche nella Dichiarazione Universale di Diritti dell’Uomo di 1948. A livello nazionale abbiamo principi che devono essere previsti, osservati e rispettati, come: l’universalità, l’uguaglianza e la globalità. Allora, facendo un riassunto sul questa breve argomentazione, data massima venia, come la vita e la salute sono i maggiori bene degli essere umani, e lo Stato per forza di legge deve garantire l’accesso al servizio sanitario a tutti i cittadini come mezzo di garantire questo diritto imprescrittibile, l'ovvia urgenza da parte della pubblica amministrazione di adottare misure di protezione in difesa di questi diritti, anche inalienabili dei cittadini, attira l'attenzione della criminalità organizzata e della mafia negli appalti pubblici in materia di sanità.

D’accordo con alcuni studi realizzati da organismi di trasparenza a livello internazionale, la percentuale di corruzione e frode in sanità, a livello globale, è tra 5% e 6% del volume lordo delle risorse destinate alla salute pubblica. Sono valori ovviamente stratosferici, che solo in Italia possono oltrepassare la cifra di 6 miliardi di euro all’anno. Allora, sappiamo tutti che la prevenzione alla corruzione ovviamente non è facile, in realtà è un fenomeno difficile da contrastare. Sì tratta di un fenomeno sparso, molteplice, che riguarda la condotta delle persone, l’atteggiamento, che riguarda i valori che posizionano le persone per il bene e la nostra società. Cioè, è un fenomeno che deve essere contrastato senza fine, sia nella fase preventiva, sia nella fase di reprensione.

L’amministrazione pubblica deve disporre le attività affinché si possa prevenire il fenomeno corruttivo, e questo fenomeno possa essere contenuto e di alcun modo bloccato. Le disposizioni che osservano alla prevenzione non interessano solamente ai dirigenti o alle persone responsabili di contrastare la corruzione, ma riguardano a tutti i cittadini, in tutti i livelli sociali e economici. Il fenomeno corruttivo, un cancro nella nostra società, deve essere contrastato in tutte le sue forme e in tutti i suoi livelli. D’accordo con la ANAC, la corruzione è “l’abuso del ruolo rivestito per ottenere un vantaggio ingiusto”. Cioè, una persona usufruisce del potere o dell’autorità pubblica per raggiungere un “fine” diverso da quello istituzionale.

Alcuni sono gli aspetti che dimostrano la presenza del fenomeno corruttivo, come: “disdegno verso i valori”, un modo di adattarsi creando regole soggettive proprie ad esempio, che “la liceità è fastigiosa”, “la morale non è necessaria” o che “la legalità è roba da false”; oppure “il distanziamento delle regole di interesse collettivo e sociale”, argomenti usati dalle persone che pensano che le regole sono addirittura inutili. Però, ovviamente, sono importantissime, necessarie e fondamentale. Abbiamo anche quelli che dicono: “non mi importa, di qualsiasi modo non modificherà nulla”. E per fine il brutto brocardo: “la preponderanza dell’interesse individuale riguardo a quello collettivo”. Nella Costituzione della Repubblica Italiana ci sono atteggiamenti che sono in realtà rivolti addebitare la corruzione. Nell’articolo 97, abbiamo positivamente i principi del “buon andamento” e della “imparzialità” della pubblica amministrazione.

Questo è un forte strumento per ostacolare la corruzione: fare una buona amministrazione, con le scelte giuste per il bene della nazione e di tutti i cittadini, come prevede l’articolo 98 della Costituzione, sempre cercando l’esito migliore e di modo imparziale, per il bene della collettività. In questo senso abbiamo anche la Legge 241/1990 che prevede nell’articolo 1 tutti i criteri e principi amministrativi che devono stare sempre presenti nella pubblica amministrazione: economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza.

Abbiamo a nostra disposizione importantissimi istituti, che possono essere ancora migliorati, di contrasto alla corruzione, come: il Conflitto di Interesse, il Pantouflage e il Wistleblower.  E non possiamo dimenticare anche la Rotazione e la Formazione dei dipendenti pubblici, questi due importantissimi strumenti di contrasto alla corruzione in materia di appalti pubblici. Questo articolo, escritto con cura, però in poche righe, non mi permette di approfondirmi molto nella materia, individuando e facendo una singola analisi di ogni strumento e di ogni meccanismo di prevenzione alla corruzione e che abbiamo a disposizione, oppure dell’importanza dell’ANAC nella lotta alla corruzione in Italia.

Però nella parte finale di questo articolo penso che sia necessario parlare e trattare del recentissimo D.l.gs. 96/2020, nato con l’argomento di “incentivare gli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici”, e che alla fine ha interferito profondamente nel processo di contrattazione tra la pubblica amministrazione e le aziende private, provocando d’accordo con quello che penso io, soggettivamente, una enorme insicurezza giuridica e economica alla pubblica amministrazione, un vero rischio alle casse pubbliche. Devo dire che la mafia e le organizzazione criminose in Italia, probabilmente, "sono in festa" con questo Decreto “Facilitazione a Delinquere”, perché non abbiamo visto fino oggi nessuno investimento nella sanità pubblica in Italia che sia veramente interessante o rilevante.

Quello che abbiamo visto sono acquisti di prodotti, beni e servizi in tutto il paese in valori immorali stratosferici, alcune volte sopra soglia, come è il caso delle mascherine sopravalutate e ridocole banche con le rotelle in cui l’Italia ha pagato in alcuni casi 3 a 5 volte il prezzo d’acquisto di altri paesi. E anche costruzione di strutture sanitarie provvisorie di pessima qualità e incredibilmente inutile che con il tempo non esisteranno più. In questo grave momento di pandemia COVID-19, in cui stiamo presenziando un collasso nel sistema sanitario mondiale e la morte di milioni di cittadini in tutto il mondo, i governi di tanti paesi per adempiere l’obbligo e le esigenze di proteggere la vita dei cittadini e garantire l’accesso al sistema pubblico sanitario hanno rilassato le esigenze e creato soglie assurde e di soffitti altissimi, in cui le pubbliche amministrazioni possono contrattare direttamente da un privato, addirittura senza un bando di gara, con modalità di affidamento diretto, procedura negoziata senza bando e affidamenti diretti senza tramite determina a contrarre.

La domanda che si colloca necessaria è: come garantire il rispetto ai principi che dovrebbero essere sempre obbligatoriamente presenti negli appalti e nei contratti pubblici, per garantire l’uso responsabile delle risorse pubbliche, quando tante regole fondamentali in materia sono state rilassate dal governo facilitando la corruzione e la infiltrazione della mafia? E come garantire in tempo di pandemia l’accesso dei cittadini al sistema pubblico sanitario, senza burocrazie, perché la malattia è di grande contagio e l’attesa di una soluzione veloce può rappresentare perdita di milioni di vite?

Qui abbiamo un grande conflitto. E qui si vede l’importanza dell’ANAC e il valore degli strumenti di contrasto alla corruzione che abbiamo a disposizione, sopra elencati. Però, come ho detto sempre, la trasparenza nella p.a. e la partecipazione dei cittadini come società civile organizzata, cioè, nella vita della “città”, esercitando il diritto democratico di scegliere con responsabilità i suoi rappresentanti, consapevoli dell’importanza della sua partecipazione nelle decisioni dei dirigenti pubblici (siano dipendenti pubblici, sindaci o consiglieri) e nella fiscalizzazione degli atti pubblici, sono i maggiori strumenti di prevenzione e di contrasto alla corruzione.

Per concludere, penso che possiamo creare tutti i tipi di legge e di mecanismi di contrasto alla corruzione, però nel momento in cui avremo una società formata da cittadini consapevoli dell'importanza della loro partecipazione al processo decisionale e all'amministrazione della città in cui vivono, inizieremo veramente a progredire nella lotta contro la corruzione. Manca una cosa: coscienza civile, sociale e umanitaria nella nostra società!

Adv. Luiz Scarpelli

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