La codatorialità e il rito Fornero


E' ormai pacifico che la domanda di accertamento della codatorialità può essere proposta con il cosiddetto rito Fornero
La codatorialità e il rito Fornero
E' ormai pacifico che la domanda di accertamento della codatorialità può essere proposta con il cosiddetto rito Fornero. La Corte di Cassazione, Sez. lav., con sentenza del 8 settembre 2016, n. 17775 ha, infatti, stabilito che è legittima una pronuncia di merito, emessa nell’ambito del procedimento ex art. 1, commi 47 ss. L. n. 92/2012 (rito Fornero), che, riconosciuta la contitolarità del rapporto di lavoro in capo a più datori, ha ritenuto applicabile l’art. 18 Stat. lav., ha annullato il recesso per giustificato motivo oggettivo in quanto motivato con riferimento ad uno solo di essi ed ha respinto l’eccezione di inammissibilità della domanda.

La motivazione posta alla base di tale decisione è che la natura giuridica del rapporto, così come l’individuazione del soggetto che si assume essere datore di lavoro e destinatario dei provvedimenti di tutela ex art. 18 Stat. lav., integrano questioni che il giudice deve in ogni caso affrontare e risolvere necessariamente all’interno del percorso per giungere alla decisione di merito sulla domanda concernente la legittimità o meno del licenziamento.

Tale principio trova, per vero, conferma nell’art. 1, comma 47, L. n. 92/2012, la cui formula è esplicativa della "volontà del legislatore di non precluderne l’utilizzo per barriere imposte dall’apparenza della forma. L’inesattezza del rito non determina, cioè, di per sé la nullità della sentenza, se non in presenza di uno specifico pregiudizio processuale".

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di Emanuele Zanarello

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