La finanza d'impresa e i rapporti con le banche


Da dove nasce e come gestire l'esigenza aziendale di procurarsi fonti di finanziamento
La finanza d'impresa e i rapporti con le banche
Parlare di aziende vuol dire avere a che fare con le loro necessità di finanziamento. Esistono pochissime imprese, in Italia, che riescano ad autofinanziarsi in toto, e ad essere totalmente indipendenti dal punto di vista della produzione di cash flow. Molto più spesso, le aziende hanno necessità di integrare i flussi di cassa rivenienti dalla propria gestione caratteristica, che a livello di tempistiche non riescono ad armonizzarsi con le esigenze di pagamento derivanti dalla gestione corrente e dalle scelte di investimento, facendo dunque emergere il bisogno di reperire denaro "oggi" quando naturalmente entrerebbe nelle casse aziendali "domani" o in momenti ancora successivi.
Vediamo di spiegarci meglio: ogni azienda ha due tipi di necessità da coprire, e si tratta di quelle diciamo "correnti" e di quelle pluriennali. Le prime, si ricollegano al ciclo produttivo, dunque (semplificando al massimo) ACQUISTO DEI FATTORI PRODUTTIVI / TRASFORMAZIONE / VENDITA. Tutte le attività imprenditoriali possono essere ricondotte a questo semplice schema, anche le più "immateriali" come le prestazioni di servizi. Le esigenze finanziarie nascono, in questi casi, dal fatto che gli incassi relativi alle vendite sono quasi sempre spostati nel tempo rispetto alle fasi di acquisto e trasformazione, che devono dunque trovare in qualche modo un "carburante" per funzionare, e gran parte di questa "benzina" è certamente rappresentata dalla finanza.
Le esigenze pluriennali sono quelle legate agli investimenti, ovvero all’acquisto di fattori produttivi destinati a dare l’utilità nel corso di svariati anni. Sempre per fare un esempio: comprare un impianto o un macchinario destinato a funzionare per dieci anni, significherà dover sostenere subito (o "quasi subito") un importante esborso finanziario, senza potersi certo permettere di veder realizzati ed incassati dieci anni di ricavi, per saldare il fornitore. Ecco dunque emergere un’altra probabile esigenza di finanziamento, visto che raramente le imprese hanno al loro interno una "cassa" abbastanza capiente da pagare un impianto e, anche se così fosse, sarebbe tutto da verificare il fatto che saldare "tutto e subito" sia davvero una cosa buona, o non rappresenti al contrario una pericolosa modalità per sviare i fondi dalle esigenze più a breve termine (finanziamento del capitale circolante).
In tutti questi casi, o in altri paragonabili, emergono dei bisogni di finanziamento per i quali, in tutta probabilità, sarà necessario interfacciarsi con le banche. In Italia, è vero, stanno emergendo delle alternative, quali le piattaforme di "peer to peer lending" che in certi casi offrono soluzioni interessanti, ma siamo ancora lontani dal poter pensare che un’azienda che mira alla crescita possa fare a meno del sistema bancario. Ecco quindi che si configura l’esigenza di un professionista che sappia assistere ed accompagnare l’impresa in questa ricerca, e nel buon mantenimento dei rapporti che nasceranno con gli intermediari finanziari. In certi casi, questa figura sarà interna all’organigramma aziendale, ma nella stragrande maggioranza dei casi non è così, eccezion fatta per le situazioni medio-grandi: questo perché spesso l’imprenditore non capisce appieno questa problematica, e in certi casi arriva forse a "banalizzarla", pensando di potersene occupare in prima persona, oppure di "caricarla" su spalle già oberate di altre responsabilità ed altri pensieri, primo fra tutti il responsabile amministrativo. Occorre invece, sempre più, abituarsi all’idea che una figura del genere è assolutamente necessaria, in quanto per gestire la finanza occorrono conoscenze specialistiche, oltre a tempo, attenzione e dedizione: non può assolutamente trattarsi dell’ultima cosa nell’elenco delle priorità di qualcuno, con l’ovvia conseguenza di essere gestita male, affrettatamente, in modo inefficace e inefficiente e sempre comunque in condizioni di urgenza. Se una figura del genere non è presente, stabilmente, nell’organico, sarà buona norma procurarsela diversamente, anche in un’ottica di "outsourcing" (consulenza, temporary management).
Nei prossimi articoli dedicati a questo argomento, vedremo di dettagliare al meglio tutte le specificità e le peculiarità della funzione "finanza", e delle problematiche e opportunità spesso emergenti dai rapporti con banche ed intermediari finanziari.

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di Marco Massari

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