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La governance delle coop dopo la legge di bilancio


La legge di bilancio 2018 ha vietato l'amministratore unico a tempo indeterminato nelle cooperative
La governance delle coop dopo la legge di bilancio
Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio di quest’anno, della legge di bilancio 2018 le cooperative amministrate da un amministratore unico, ovvero da un cda in carica "fino a revoca", si trovano in una condizione di irregolarità, non essendo stata prevista una disciplina transitoria. A meno che non abbiano convocato, entro il 31 gennaio 2018, l’assemblea dei soci per la modifica dell’assetto amministrativo. Quanto agli aspetti sanzionatori, attraverso la sostituzione dell’art. 12 del d.lgs. 220/2002, è stato previsto che gli enti cooperativi che si sottraggono all'attività di vigilanza o non rispettano finalità mutualistiche sono cancellati dall’Albo delle cooperative, sciolti per atto di autorità, nonché obbligati alla devoluzione del relativo patrimonio residuo. Le modifiche introdotte dalla manovra 2018, prese in esame dal Consiglio nazionale del notariato (studio n. 9-2018/I), sono volte a contrastare il fenomeno delle c.d. "false cooperative", con cui, da un lato, si esclude definitivamente la possibilità di ricorrere all’amministratore unico e, dall’altro lato, estendendo a tutte le cooperative la regola della durata massima della nomina a tre esercizi, si impedisce che vi siano amministratori senza scadenza di mandato.

Governance
Per quanto attiene la governance, la legge di bilancio 2018 è intervenuta su vari aspetti. In primo luogo, con una modifica dell'art. 2542 c.c. è stato previsto l’obbligo per le cooperative di affidare l’amministrazione ad un organo collegiale formato da almeno 3 soggetti, che dovranno essere scelti a maggioranza tra i soci della cooperativa o tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche (art. 2542, comma 2).
Le cooperative, pertanto, dal 1° gennaio 2018, non possono più avere un amministratore unico o il consiglio di amministrazione composto da due membri.
Altra innovazione riguarda le cooperative srl aventi meno di 20 soci oppure un attivo non superiore a un milione di euro (di cui al secondo comma dell’art. 2519 c.c.), alle quali viene esteso l'art. 2383, secondo comma (previsto per le spa) che limita il mandato degli amministratori a 3 esercizi.
Per effetto di tale disposizione, quindi, dal 1° gennaio 2018, per tutte le tipologie di cooperative, gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a 3 esercizi e scadono alla data dell’assemblea nominata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.
Le cooperative, pertanto, dal 1° gennaio 2018, non possono più avere un amministratore unico o il consiglio di amministrazione composto da due membri.
Altra innovazione riguarda le cooperative srl aventi meno di 20 soci oppure un attivo non superiore a un milione di euro (di cui al secondo comma dell’art. 2519 c.c.), alle quali viene esteso l'art. 2383, secondo comma (previsto per le spa) che limita il mandato degli amministratori a 3 esercizi.
Per effetto di tale disposizione, quindi, dal 1° gennaio 2018, per tutte le tipologie di cooperative, gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a 3 esercizi e scadono alla data dell’assemblea nominata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica.

Limiti e termini
Il termine massimo di durata di tre esercizi dell’incarico degli amministratori dovrebbe iniziare a decorrere dall’inizio dell’esercizio in corso al momento dell’entrata in vigore delle modifiche all’art. 2542 c.c. Ciò significa, a titolo esemplificativo, che per le società il cui esercizio è iniziato il 1° gennaio 2018, gli amministratori in carica a tale data dovrebbero scadere alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2020.

Scioglimento
Al fine di contrastare il fenomeno delle cooperative che nascono e si estinguono in tempi rapidi per evitare controlli di ogni tipo ed eludere gli obblighi di legge, è stato stabilito che lo scioglimento di un ente cooperativo deve essere comunicato, entro 30 giorni, dal Mise all’Agenzia delle entrate.

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