Richiedi una consulenza in studio gratuita!

La legge sul c.d. 'Whistleblowing'


E' in vigore la legge che tutela il dipendente pubblico e privato che segnali illeciti
La legge sul c.d. 'Whistleblowing'
Dal 29 dicembre 2017 è in vigore la l. 30 novembre 2017 n. 179: "Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato", disciplina di tutela definita, utilizzando il solito anglicismo, "Whistleblowing".
La legge, composta da 2 articoli, costituisce un ampliamento significativo di quanto già previsto in argomento dalla l. "anticorruzione" n. 190/2012.
L’art. 1 - che modifica l’art. 54 bis del D. Lgs.vo n. 165/2001 (Testo Unico del Pubblico Impiego) - interessa il dipendente pubblico, di un ente pubblico economico, di un ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico e di un’impresa fornitrice di beni o servizi e che realizzi opere in favore della P.A..
La condotta tutelata è la segnalazione o la denuncia di condotte illecite di cui il dipendente è venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di lavoro.
Destinatari della segnalazione possono essere il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza previsto dalla citata l. n. 190/2012 e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC); della denuncia, l’Autorità giudiziaria o quella contabile.
Le misure ‘ritorsive’ (causate dalla segnalazione) dalle quali il soggetto segnalante è tutelato possono consistere in sanzioni, licenziamento,demansionamento, trasferimento o sottoposizione ad altra misura organizzativa avente effetti negativi sulle condizioni di lavoro del segnalante.
L’identità del segnalante deve rimanere celata fino a determinati momenti, indicati nella norma, nell’ambito dei procedimenti penali, disciplinari e contabili sorti a seguito di segnalazione o denuncia.
L’ANAC - sentito il garante della Privacy - dovrà adottare delle linee guida, relative alle procedure per la presentazione e la gestione delle segnalazioni, che prevedano anche l’utilizzo di modalità informatiche e debbano garantire la riservatezza sia dell’identità del segnalante sia il contenuto della segnalazione compresi i documenti ad essa allegati.
Sono inoltre previste sanzioni pecuniarie (da 5 mila a 50 mila euro, a seconda delle dimensioni dell’Amministrazione o dell’Ente) adottate dall’ANAC nei confronti dei responsabili che: a) abbiano adottato misure discriminatorie nei confronti del segnalante; b) non abbiano predisposto le procedure per l’inoltro e la gestione delle segnalazioni ovvero abbiano adottato procedure non conformi alle citate linee guida; c) non abbiano svolto attività di verifica e di analisi delle segnalazioni ricevute.
Il segnalante che sia stato licenziato a motivo della segnalazione è reintegrato nel posto di lavoro.
Tuttavia, le tutele in suo favore non sono garantite qualora sia accertata la sua responsabilità penale per calunnia, diffamazione od altro reato commesso a seguito della denuncia ovvero la sua responsabilità civile in caso di dolo o colpa grave.
L’art. 2 appresta una tutela per i dipendenti o collaboratori nel settore privato.
In questo caso la tutela è garantita attraverso una integrazione dei Modelli organizzativi e di prevenzione delle imprese previsti dal D. Lgs.vo n. 231/2001.
Essi dovranno prevedere uno o più canali che consentano ai segnalanti di presentare le segnalazioni di condotte illecite o di violazioni del modello su menzionato. I canali dovranno garantire la riservatezza dell’identità del segnalante.
I Modelli, inoltre, dovranno contemplare il divieto di atti di ritorsione o discriminatori nei confronti del segnalante per motivi ricollegabili alla segnalazione, nonché delle sanzioni per chi viola le misure di tutela del segnalante, ma anche per chi effettua - con dolo o colpa grave - delle segnalazioni poi rivelatesi infondate.
Qualunque misura ritorsiva applicata nei riguardi del segnalante (tra cui il licenziamento od il mutamento di mansioni) è nulla, sempre che non sia stata irrogata per ragioni diverse dalla segnalazione: sarà tuttavia il datore di lavoro ad avere l’onere di provare tale circostanza.
Da una prima lettura, emerge tuttavia una disparità di tutela tra i dipendenti di società che hanno adottato un Modello organizzativo ed i dipendenti di società senza Modello; i quali ultimi, in caso, ad esempio, di denuncia alla Magistratura non godrebbero di alcuna garanzia. Sarebbe quindi necessario già prevedere un’integrazione e completamento della l. 179/2017 che completi la tutela dei segnalanti delle imprese private non dotate di Modello organizzativo e di prevenzione.
Inoltre, la legge non ha previsto sanzioni (da inserire nel Modello) a carico del soggetto aziendale che, pur avendone conoscenza, non abbia segnalato un illecito

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Riforma Orlando: la nuova impugnazione penale

La nuova forma dell'impugnazione. Il ritorno del 'concordato' in Appello. E l'imputato non può più ricorrere personalmente in Cassazione

Continua

Riforma Orlando e processo penale

Le sentenze di non luogo a procedere ora sono di nuovo appellabili. E sono state introdotte novità in tema di riti speciali

Continua

Il Regolamento europeo sulla privacy

Il Regolamento, che sostituisce l'attuale 'Codice della Privacy', sarà operativo dal 25 maggio 2018

Continua

Un nuovo esempio di 'populismo giudiziario'

Il reato di STALKING non potrà più essere estinto all'esito delle condotte riparatorie

Continua

L'equo compenso garantisce i professionisti?

La legge introduce l'equo compenso, ma non lo pone al riparo dalle clausole vessatorie

Continua

Le SS.UU. decidono sulla colpa medica

Le Sezioni Unite della Cassazione Penale dirimono un contrasto giurisprudenziale sull'ambito applicativo della non punibilità

Continua

Il Responsabile per la protezione dei dati

Il DPO: la nuova figura introdotta dal Regolamento Europeo sulla Privacy

Continua

Struttura sanitaria e responsabilità civile

L'ultimo arresto della S.C. in tema di responsabilità della struttura sanitaria per fatto di terzi

Continua

DDL Lorenzin e riforme in ambito sanitario

Il D.D.L. Lorenzin, definitivamente approvato dal Senato il dicembre scorso, ha introdotto rilevanti novità in ambito sanitario

Continua

Intercettazioni, un nuovo reato (art. 617 septies c.p.)

Il nuovo D.Lgs.vo in tema di intercettazioni ha introdotto il reato di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente

Continua

Privacy e profilazione in ambito penale

Il pericolo di creare in avvenire delle categorie di 'cattivi cittadini'

Continua

Responsabilità psichiatrica

La responsabilità dello psichiatra e della struttura sanitaria nel difficile equilibrio tra rispetto della libertà e protezione di pazienti e terzi

Continua