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La montagna del conflitto


Perdere la faccia. Come si passa dalla tensione alla guerra totale
La montagna del conflitto
Le occasioni di contatto tra le persone si moltiplicano. I social e le e-mail sembrano aggiungere momenti di possibile discussione. Qualcuno diceva che una lettera, una volta spedita, finisce di essere dello scrittore e diventa del ricevente: il contenuto in tal caso dipende dal significato attribuito dal lettore. Ed oggi tale dinamica è ancora più complessa.
Nessuno, nel passato, avrebbe scambiato cinque missive in un giorno con la difficoltà di rendere in poche righe tono, timbro e intenzioni.
Il Papa non a caso incontra i Cardinali singolarmente o si rivolge ai fedeli rendendosi visibile agli stessi. Riduce le email e si concede qualche telefonata!
Quando c’è conflittualità è importante poter fotografare la fase di tensione. Ci aiuta in questo uno studioso di nome Friedrich Glasl che ha individuato uno schema per tappe di crescente pericolo per i buoni rapporti.
Esiste un momento nel quale quel dissidio comincia a diventare guerra aperta?
Immagina che la relazione con l’interlocutore sia come un percorso montano. Nella prima fase hai maggiori probabilità di risolvere la vicenda con una intelligente soluzione che soddisfi tutti. Fino alla vetta è facile giungere ad un esito win-win. Iniziata la discesa è probabile andare rapidamente verso una condizione in cui tutti perdono.
Tutto comincia con un semplice inasprimento dei rapporti, in cui le diverse opinioni si fanno più rigide nella convinzione di avere ragione. Il dissidio riguarda un valore, un obiettivo, il modo di vedere le cose. Si passa quindi alla polemica fino ad arrivare allo scontro pubblico. Fin qui è ancora individuabile una via di alto compromesso. Quando si creano differenti coalizioni ti avvicini invece alla cima.
Qual è il punto di svolta? Il momento in cui qualcuno sente di aver perso la faccia.
Comincia la discesa verso la fase calda. L’avversario si tramuta in nemico.
Gli ultimi tre stadi passano per il sabotaggio reciproco, il tentativo di abbattere la credibilità e le altrui risorse e lo scontro totale. Giunti qui, solo un abilissimo negoziato può evitare la catastrofe e servono notevoli capacità comunicative con la frana in corso.
Hai umiliato l'interlocutore? Mentre provi un discreto senso di soddisfazione, pensa alle conseguenze! O magari riflettici prima che la discesa abbia inizio.

Riferimenti
La passione di comunicare. Armando Floris, Historica, 2016
Conflict Coaching. Ingrid Hollweck, Franco Angeli, 2016

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