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La nuova via della seta


One Belt One Road
La nuova via della seta
La Nuova Via della Seta, conosciuta anche col corrispondente acronimo inglese OBOR (one belt, one road), rappresenta il più grande progetto di investimento mai compiuto prima. Si tratta di un'iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell'Eurasia. L'iniziativa coinvolge fino a 65 nazioni: più della metà della popolazione mondiale, tre quarti delle riserve energetiche e un terzo del prodotto interno lordo globale.
Il progetto mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le produzioni cinesi.
Pechino oggi è la prima potenza marittima e nel giro di qualche decennio diventerà anche la prima per intelligence, superando il Pentagono. Il grande punto di forza della Cina è di penetrare lentamente nelle economie occidentali, lasciando che nel frattempo queste si "distraggano" internamente su tematiche sociali.
La Cina vuole diventare entro il 2025 la prima potenza economica al mondo, come è già avvenuto in passato . Ed è proprio per questo che è stata concepita la Nuova Via della Seta. In realtà si tratta di due nuove vie di collegamento (una via terra e una via mare) che permetteranno di far transitare materie prime, prodotti e persone all’interno di due corridoi predefiniti. Comprende due direttrici: una terrestre ed una marittima
La Via della Seta Terrestre che attraverserà tutta l'Asia Centrale e arriva dalla Cina fino alla Spagna: con le infrastrutture esistenti sono già stati simbolicamente inaugurati i collegamenti merci diretti fino a Berlino e Madrid ma è allo studio anche la possibilità di una linea passeggeri ad alta velocità. Questa via ha lo scopo di rendere idealmente uniti rispettivamente Cina, Unione Europea, Russia e Medio Oriente Il corridoio parte infatti da Pechino ed arriva sino a Madrid, transitando per tutto il continente euroasiatico (entrando in Kazakistan, Iran, Iraq e Turchia).
La Via della Seta Marittima costeggia tutta l'Asia Orientale e Meridionale, arrivando fino al Mar Mediterraneo attraverso il canale di Suez. Il corridoio marittimo, che parte da Quanzhou arriva in Italia a Venezia e Trieste. La rotta marittima costeggerà numerose nazioni , rispettivamente: Thailandia, Indonesia, Bangladesh, India, Iraq (con Basrah), Somalia, Gibuti, Egitto ed infine Italia. Questo corridoio unirà idealmente sei aree marittime del pianeta: il Mar della Cina, l’Oceano Pacifico, l’Oceano Indiano, il Mar Rosso, il Mar Arabico ed il Mar Mediterraneo.
Dal punto di vista finanziario, l’investimento verrà supportato dalla Banca Asiatica per gli Investimenti e le Infrastrutture, di cui la Cina è l’azionista di maggioranza di riferimento assieme a Russia e India. Questo fondo è nato per contrastare la visione del Fondo Monetario Internazionale che secondo Pechino protegge le economie occidentali, Statunitense in primis. Il rischio è l’isolamento economico degli Stati Uniti nel momento in cui tali infrastrutture verranno realizzate e attivate.

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