La parcella occulta


Gran parte dei prodotti finanziari collocati sul mercato non consentono agli investitori di comprendere realmente quali siano i costi occulti
La parcella occulta
"Niente è più visibile di ciò che è nascosto" (Confucio)
Naturalmente il pensiero di Confucio non può calzare per i non addetti ai lavori. Anche solo per questo si giustificherebbe la figura del consulente finanziario indipendente, il quale, libero da conflitto d’interessi può mettere la sua esperienza e conoscenza a totale beneficio dell’investitore. Dunque, vediamo.

Nella pratica quotidiana di consulenza fee-only (solo a parcella, ma palese e trasparente) è ricorrente riscontrare come gran parte dei prodotti finanziari collocati sul mercato non consentano agli investitori di comprendere realmente a quali oneri stiano andando incontro.
Approfittando dell’attuale regime di asimmetria informativa, spesso, tra le pieghe di un portafoglio titoli si celano costi prelevati in modo automatico collegati a meccanismi interni di gestione, in taluni casi perfino difficilmente quantificabili.

Dopo una attenta analisi sullo stile di gestione, sulla rischiosità, sulla best execution, sui benchmark di riferimento e sulle commissioni ufficialmente dichiarate, non è raro quantificare costi occulti (che di fatto corrispondono ad una parcella non dichiarata, occulta, per l’appunto) in un minimo di 2-3 punti percentuali che su certi capitali assumono rilievi di risparmio, e quindi di maggior rendimento, non di poco conto. (Ovviamente riferito non a portafogli di liquidità, ma a portafogli bilanciati con maggiori o minori esposizioni azionarie).

Una volta espletata questa analisi, a parità di durata, di rischio, di rendimenti cedolari e redditività di dividendi in corso, si consiglia la sostituzione con prodotti maggiormente efficienti, ovvero, strumenti con le stesse caratteristiche se non migliori, ma sgravati di tutti quei costi nascosti.

Il mercato finanziario, inteso nella sua più ampia estensione, offre tali opportunità che il consulente finanziario indipendente può indicare all’investitore, essendo libero da qualsiasi condizionamento, di budget e remuneratività, a differenza, ancora oggi, della stragrande maggioranza di chi è vincolato, invece, ad operare su mandato (Tied Agent). Quest’ultimo deve servire due padroni, inesorabilmente in conflitto tra di loro. Il consulente finanziario indipendente, vero libero professionista, uno solo: il cliente investitore. Chiara la differenza?

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di Nivel Egidio Ruini

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