La prescrizione (breve) degli atti di riscossione


La Cassazione sancisce importanti principi in materia nella sentenza del 17.11.2016 n. 23397
La prescrizione (breve) degli atti di riscossione
Con sentenza delle Sezioni Unite del 17.11.2016 n. 23397 la Suprema Corte di Cassazione ha sancito i seguenti principi:
- la scadenza del termine, di natura perentoria, per proporre opposizione avverso una cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5 del D.lvo 46/1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza tuttavia determinare anche l'effetto della "conversione" del termine di prescrizione breve, ossia quello quinquennale previsto dall'art. 3, commi 9 e 10 della L. 335/1995, in quello avente natura ordinaria, ossia decennale previsto dall'art. 2953 c.c..
Ed infatti questa ultima disposizione si applica soltanto nelle ipotesi in cui sia intervenuto un titolo giudiziale divenuto definitivo (actio judicati), mentre la cartella di pagamento, avendo natura di mero atto amministrativo, è priva di attitudine ad acquistare efficacia di cosa giudicata.
Il medesimo discorso può essere applicato all'avviso di addebito emesso dall'INPS, che a partire dal 01.01.2011 ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti aventi natura previdenziale di detto istituto (art. 30 del D.L. 78/2010 convertito con L. 122/2010).
- E' di applicazione generale il principio secondo cui la scadenza del termine perentorio per opporsi od impugnare un atto di riscossione mediante ruolo od in generale di riscossione coattiva produce l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non determina anche l'effetto di "riconversione" del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c.. tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti, a prescindere dalla loro denominazione, di riscossione mediente ruolo, o di riscossione coattiva, di crediti degli enti previdenziali o di crediti relativi ad entrate dello Stato, aventi natura tributaria ed extratributaria, nonchè di crediti degli Enti Locali e sanzioni amministrative in genere.
La conseguenza di tale principio è che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione sostanziale più breve di quella ordinaria decennale, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione non consente di fare applicazione dell'art. 2053 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

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