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La pubblicazione di immagini del minore nella rete


La rete è ormai un ambiente ostile e pericoloso per i minori che diventano spesso vittime inconsapevoli della stessa.
La pubblicazione di immagini del minore nella rete
La diffusione di immagini del minore in internet, tramite gli strumenti telematici ed i social network, coinvolge i diritti degli stessi producendo una serie di conseguenze, dal punto di vista civilistico ma anche penalistico, in capo al soggetto che la pone in essere.
Il pregiudizio maggiore arrecato al minore è connaturato nella divulgazione e riproduzione della sua immagine sui social network ove diviene di fatto "pubblica" visto che una serie illimitata di utenti possono recuperarla e vederla.
E’, pertanto, compito di chi esercita la responsabilità genitoriale, in particolare quindi dei genitori, tutelare la prole e la loro immagine, gestendo responsabilmente l’immagine dei figli, tenuto conto che norme internazionali e nazionali tutelano il diritto alla riservatezza della vita privata del fanciullo.
Ancor prima dell’avvento dei social network, la pubblicazione delle foto dei minori risultava un aspetto molto delicato ed attenzionato dal legislatore internazionale che, in primis, a mezzo della Convenzione di New York del 1989, statuiva la tutela alla riservatezza delle immagini dei minori.
Il legislatore italiano prevede il consenso di entrambi i genitori e la loro autorizzazione alla pubblicazione delle immagini a mezzo di una "liberatoria", comunque revocabile in qualsiasi momento.
Si precisa, inoltre che se la pubblicazione/divulgazione dell’immagine venga fatto con lo scopo di percepire dei proventi, oltre al consenso unanime dei genitori e sottoscrizione di specifica e dettagliata informativa privacy, sarà necessario ottenere, per la riscossione delle somme, l’autorizzazione da parte del giudice tutelare a seguito di apposita istanza.
Recentemente il Tribunale di Roma (ordinanza del 23 dicembre 2017, procedimento 39913/2015) si è espresso su un caso di divulgazione non autorizzata di immagini da parte di una madre cui il Giudice ha ordinato la rimozione dal web delle immagini del figlio sedicenne, ma anche il pagamento di una somma di denaro in favore del figlio. Decisioni come questa si stanno diffondendo moltissimo proporzionalmente alla incontrollabile voglia di apparire dei genitori.
Da un punto di vista giuridico il minore gode di tutele di tipo risarcitorio previste nel caso di inosservanza della suddetta disciplina che si sostanziano nel risarcimento del danno per illecito di natura esclusivamente civile.
Come nel caso di cui sopra, il Giudice, su richiesta dell’interessato, può ordinare la rimozione immediata delle immagini in questione, e la liquidazione di una somma a titolo di risarcimento dei danni morali provocati dalla loro pubblicazione.
Del resto l’articolo 96 della L. n. 633/1941, in tema di diritto d’autore stabilisce che il ritratto di una persona non possa essere esposto senza il suo consenso, salve eccezioni. Lo stesso dispone il Codice Privacy, D. lgs. n. 196/2003 in materia di trattamento dei dati personali, come modificato ed integrato dal nuovo testo europeo in tema di Privacy General Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679.
L’immegine riprodotta a mezzo di fotografia rappresenta un elemento distintivo della persona, la rende riconoscibile ed individuabile, e, conseguentemente, rientra nei cd. "dati personali". Questi ultimi non possono essere diffusi salvo espressa autorizzazione dell’interessato.
I minori, peraltro, come già anticipato, godono di una tutela rafforzata di cui all’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con la legge 176/1991.
Del resto il legislatore italiano, con gli articoli 147 e 357 del Codice civile, ha imposto ai genitori un dovere di "cura e di educazione" nei loro confronti che non può non coinvolgere anche una corretta gestione dell’immagine pubblica del minore.

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