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La rabbia nell'adolescente


Uno dei problemi principali degli adolescenti è quello di fare i conti con le proprie emozioni, soprattutto con la rabbia
La rabbia nell'adolescente
Spesso mi capita di parlare con adolescenti impauriti dalla rabbia che provano. Non sanno come gestirla e, se la lasciano esplodere sperimentano di non averne il controllo e hanno paura delle conseguenze.
Ognuno poi assume l’atteggiamento che ritiene più adeguato rispetto a questo timore: chi diventa spavaldo, chi intimidito, chi si chiude a riccio.
La prima cosa che chiedo di solito è quella di disegnarla, di dare forma e colore a ciò che provano. E’ un passaggio importante perché li porta verso il riconoscimento e l’ascolto.
Quando dico loro che ciò che provano è sempre giusto e non va negato, colgo il passaggio dalla perplessità al rilassamento e, quindi, alla disponibilità e al dialogo.
Quello è il momento in cui sono disposti a far parlare la propria rabbia, a farle dire cosa c’è dietro: perché ha tanto desiderio di urlare ed uscire?
L’essere arrabbiati è un istinto emozionale della nostra parte animale che parte in difesa spinto probabilmente dalla sensazione che la persona sia in qualche modo invasa, attaccata. Accanto c’è quindi la paura: quale paura?
L’adolescente è meraviglioso perché arriva subito a capire cosa c’è dietro, cosa sta difendendo e di cosa ha paura. Ogni volta mi sorprendo nel cogliere il grande desiderio che hanno di conoscersi, di cambiare ciò che li fa soffrire, di modificare quello che ai loro occhi non è accettabile dai propri genitori. L’adolescente soffre perché da una parte vuole trovare se stesso e non sa come fare e dall’altra pensa che separandosi dal modello dei propri genitori loro soffrano troppo e si carica di sensi di colpa.
Una volta una ragazza mi ha chiesto se poteva far fare il disegno alla propria mamma dopo che avevano litigato. Le era venuto in mente che poteva essere molto bello se le loro paure si fossero potute parlare e magari trovare un accordo. Partiva dalla considerazione che sono importanti i sentimenti che si provano, non le emozioni che ci muovono nella relazione.

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