La riconciliazione dei coniugi


Come si realizza, quali effetti produce, efficacia nei confronti dei terzi
La riconciliazione dei coniugi
Sebbene appaia inverosimile, talvolta, una coppia che era arrivata sul punto di separarsi ci ripensa e vuole ricostituire il matrimonio.
La riconciliazione consiste nella ricostituzione della comunione spirituale e materale tra i coniugi.
La riconciliazione dei coniugi può avvenire in momenti diversi: 1) dopo aver depositato il ricorso per la separazione in Tribunale, ma prima dell'udienza dinnanzi al Presidente; 2) a separazione avvenuta e quindi dopo il decreto di omologa o la sentenza di separazione.
L'ordinamento disciplina le due diverse forme di riconciliazione rispettivamente agli artt. 154 e 157 c.c.

Nel caso in cui si realizzi in pendenza di procedimento di separazione (prima quindi dell'omologa/sentenza) sarà sufficiente che all'udienza presidenziale (ex artt 708 primo comma e 711 primo comma cpc) i coniugi nel momento in cui vengono sentiti dal Presidente dichiarino l'intervenuta riconciliazione e questa verrà così formalizzata nel verbale d'udienza.
Diversamente i coniugi potrebbero semplicemente riprendere la convivenza e ricostituire la comunione di vita materiale e spirituale, senza compiere alcuna ulteriore attività processuale, così facendo, il procedimento di separazione si estingue per inattività delle parti.

Cosa avviene invece se la riconcilazione interviene dopo che sia stata pronunciata la separazione?
Questa riconciliazione ha carattere sia sostanziale che formale perché determina i seguenti effetti:1) ripresa della convivenza come di tutti i diritti ed i doveri nascenti dal matrimonio; 2) cessazione degli effetti della separazione (viene meno l'eventuale assegnazione della casa coniugale, così l'assegno di mantenimento se dovuto e così pure il contributo al mantenimento dei figli etc); 3) ricostituzione ipso iure, ex nunc, della comunione legale (ove scelto all'atto del matrimonio come regime patrimoniale); irreversibile rinuncia di avvalersi delle cause che avevano supportato la precedente separazione.

In questo caso come formalizzare la riconciliazione affinché questa sia opponibile ai terzi?
Non é necessario ricorrere nuovamente alla pronuncia del Tribunale, se non in ipotesi del tutto residuali, ma é comunque importante che i terzi vengano a conoscenza della "ripresa del matrimonio".
Il legislatore ha così previsto che sia sufficiente una dichiarazione davanti all'Ufficiale dell Stato Civile del comune in cui venne celebrato il matrimonio, ovvero in cui venne trascritto dalla quale risulti la manifestazione della volontà di riconciliarsi (dpr 396/2000 art 63 comma 1 lettera G).
La dichiarazione di riconciliazione viene così annotata sull'atto di matrimonio e sarà così opponibile ai terzi.
Sino al momento dell'annotazione sull'atto di matrimonio, la riconciliazione esplica i suoi effetti unicamente inter partes, tra i coniugi quindi, (valenza inter partes-interna della riconciliazione), ma per essere opponibile ai terzi in buona fede é necessario che questi possano avere conoscenza dell'avvenuta riconciliazione ed ecco dunque la rilevanza dell'annoazione nell'atto di matrimonio (valenza esterna della riconciliazione).
Su questo tema si segnalano a puro titolo esemplicativo alcune delle pronunce della Suprema Corte di Cassazione e quindi Cass. Civ. 12.11.98 n. 11418 e Cass Cic. 5.12.2003 n.18619.

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