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La Riforma degli Enti del Terzo Settore


La Riforma del Terzo settore e dell’Impresa Sociale ha introdotto importanti misure per la promozione e il sostegno del complesso mondo "non profit"
La Riforma degli Enti del Terzo Settore
Per la promozione e il sostegno dli Enti non profit, il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117) ha previsto principalmente:
- l’istituzione del social bonus (art. 81 del CTS);
- la ridefinizione della disciplina delle detrazioni e deduzioni per le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore degli enti (art. 83);
- la nuova disciplina in materia di finanza sociale concernente i "titoli di solidarietà", finalizzata a favorire il finanziamento ed il sostegno delle attività di interesse generale svolte dagli ETS non commerciali iscritti nell’apposito registro (art. 77);
- un regime fiscale agevolato per le attività di social lending svolta dai gestori dei portali on line (art. 78); detrazioni e deduzioni;
- misure per favorire l’assegnazione in favore degli enti di immobili pubblici inutilizzati, per fini istituzionali (art. 71).
A tali agevolazioni si aggiungono le previsioni di cui al D.Lgs. n. 112 del 3 luglio 2017, che ha riformato la disciplina dell’impresa sociale, con particolare riguardo alle misure agevolative tese a favorire gli investimenti di capitale in tali enti.
L’aumento delle detrazioni fiscali dal 26% al 30% per le donazioni agli ETS, il social bonus per chi dona agli enti che recuperano immobili pubblici inutilizzati e le disposizioni di favore su imposte indirette e tributi locali entrano in vigore il 1° gennaio 2018. Tutto il resto della fiscalità di vantaggio dovrà attendere l’autorizzazione della Ue e l’operatività del Registro Unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

I titoli di solidarietà
Le banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie autorizzate ad operare in Italia, potranno emettere obbligazioni e altri titoli di debito nonché certificati di deposito, con l’obiettivo di sostenere le attività istituzionali degli ETS.
Su tali titoli le banche emittenti non potranno applicare le commissioni di collocamento, con l’obbligo di destinare l’intera raccolta effettuata attraverso l’emissione dei Titoli agli ETS, tenendo conto degli obiettivi di solidarietà sociale perseguiti. Una quota pari almeno allo 0,6% della raccolta potrà essere devoluta a titolo di liberalità agli ETS con assegnazione alla banca emittente, in questo caso, di un credito d’imposta pari al 50% della stessa erogazione liberale. Gli interessi, i premi ed ogni altro provento saranno assoggettati al medesimo regime fiscale previsto per i Titoli di stato.

Il regime fiscale del Social Lending
Il Codice del Terzo settore prevede che i soggetti gestori dei portali on-line, che intervengono nel pagamento degli importi percepiti dai soggetti che prestano fondi attraverso tali strumenti, dovranno operare sugli stessi importi una ritenuta a titolo di imposta, secondo le previsioni dell’art. 26, comma 4 del Dpr 600/1973, con l’aliquota prevista per i Titoli di stato (12,5%).

Le detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali agli ETS
Il Codice del Terzo settore, con l’art. 83 ha introdotto una disciplina unitaria per le deduzioni e detrazioni previste per chi effettua erogazioni liberali a favore degli ETS non commerciali e altresì delle cooperative sociali, con particolari ed ulteriori vantaggi qualora l’erogazione sia effettuata a favore delle ODV. Le erogazioni liberali dovranno essere esclusivamente destinate allo svolgimento delle attività istituzionali (non commerciali) degli enti (una diversa destinazione può condurre a riqualificare l’ente come commerciale nonché a verificare i presupposti per la cancellazione dal RUNTS).
Il legislatore ha istituito una detrazione dall’Irpef pari al 30% degli oneri sostenuti dal contribuente per le erogazioni liberali in danaro effettuate con modalità tracciabili o in natura, a favore degli ETS non commerciali (art. 79), per un importo complessivo dell’erogazione non superiore a 30.000,00 euro in ciascun periodo di imposta.

Il social bonus
Il legislatore della Riforma ha previsto un credito d'imposta pari al 65% e al 50% a favore rispettivamente, di persone fisiche ed enti o società, che effettuano erogazioni liberali in denaro eseguite con modalità tracciabili a vantaggio degli ETS non commerciali che hanno presentato al Ministero del lavoro un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata, assegnati ai suddetti ETS.

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