La riforma degli interpelli - parte seconda


La circolare n. 9/E dell'Agenzia delle Entrate commenta la riforma della disciplina degli interpelli tributari
La riforma degli interpelli - parte seconda
Interpello probatorio
Un altro tipo di interpello è quello che consente al contribuente di interpellare l’Amministrazione circa la sussistenza delle condizioni o l’idoneità degli elementi probatori richiesti dalla legge ai fini dell’accesso a "specifici regimi fiscali" nei casi espressamente previsti (interpello probatorio).
Sono oggetto di interpello probatorio le seguenti fattispecie:
- costi "black list";
- dividendi e plusvalenze derivanti dal possesso, o dal realizzo, di partecipazioni in società residenti o localizzate in Stati a fiscalità privilegiata;
- regime delle CFC;
- società non operative e in perdita sistematica (interpello che non diventa più obbligatorio, come in passato);
- disciplina antielusiva nell'ACE in presenza di operazioni infragruppo;
- disciplina delle partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari;
- continuazione del consolidato nazionale in caso di fusione della controllante con società non facenti parte del gruppo);
- accesso al consolidato mondiale.
L'interpello probatorio ha natura facoltativa; se il contribuente intende accedere ai regimi sopra indicati (o, in alcuni casi, disapplicare le norme che li regolano) senza presentare interpello, è necessario fornire apposite indicazioni nel modello UNICO. L'inadempimento è autonomamente sanzionato (ad esempio, per il regime delle società non operative, con la sanzione amministrativa da 2.000,00 euro a 21.000,00 euro); si tratta di violazioni che possono essere regolarizzate con il ravvedimento.
Interpello disapplicativo
Da ultimo, il contribuente può ottenere un parere in ordine alla sussistenza delle condizioni per disapplicare norme tributarie antielusive che limitano deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta o altre posizioni soggettive (interpello disapplicativo) quali, per esempio, le istanze finalizzate a disapplicare le disposizioni che limitano l’utilizzo delle perdite anche a seguito di operazioni straordinarie.
Si tratta dell’unica categoria di interpello avente carattere obbligatorio; in caso di risposta negativa all’istanza e di successiva disapplicazione della disposizione antielusiva in contrasto al parere reso dall’Amministrazione, ovvero in caso di mancata presentazione dell’istanza, il contribuente potrà comunque fornire la dimostrazione della spettanza della disapplicazione in sede amministrativa e giurisdizionale.

Articolo del:


di dott. Stefano Bonaldo

Non è presente nessuna recensione!


Aggiungi ai tuoi preferiti e visualizza in seguito

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse