La sospensione dei termini per le agevolazioni prima casa


Con la risposta ad interpello n. 345 l'Agenzia delle Entrate chiarisce l'applicabilità della sospensione dei termini per le agevolazioni sulla prima casa
La sospensione dei termini per le agevolazioni prima casa

Tra i provvedimenti emanati in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al COVID - 19, assumono particolare rilievo quelli relativi alle sospensioni degli adempimenti fiscali e processuali tributari.

Tra questi è stato evidenziato dall'Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 345 ad un interpello presentato da un contribuente, il Decreto Legge n. 23 dell'8 aprile 2020 che, tra l'altro, ha previsto la sospensione dei termini relativi all'agevolazione prima casa.

In particolare, in questo decreto, all'art, 24, viene specificato che "I termini previsti dalla nota II-bis all'art. 1 della Tariffa Parte Prima allegata al Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 26 aprile 1986 n. 131, nonché il termine previsto dall'art. 7 della legge 23 dicembre 1998 n, 448, ai fini del riconoscimento del credito d'imposta per il riacquisto della prima casa, sono sospesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 31 dicembre 2020”.

Il quesito oggetto dell'interpello si riferiva al caso dell'acquisto di una prima casa di abitazione, avvenuto in data 16 maggio 2019, da parte del contribuente già possessore di altra casa di abitazione nello stesso Comune. Poichè il comma 55 dell'art. 1 della legge 208/2015 (Finanziaria 2016) aveva introdotto, con decorrenza 1 gennaio 2016, il comma 4 bis alla Nota II - bis dell'articolo 1 della Tariffa allegata al D.P.R. 131/86, che consente di usufruire ugualmente delle agevolazioni prima casa, pur avendo la titolarità di altra abitazione nello stesso Comune, a condizione che tale immobile venga venduto entro un anno dall'acquisto della nuova casa, il richiedente aveva trovato un'acquirente che subordinava l'acquisto all'ottenimento di un mutuo bancario.

A causa dell'emergenza sanitaria da Covid 19 la Banca non aveva potuto confermare la concessione del mutuo, nel termine di un anno dall'acquisto ovvero entro il 16 maggio 2000, per cui l'istante chiedeva se il termine di un anno previsto dalla citata legge 208/2015, potesse ritenersi prorogato di altri dodici mesi.

Rispondendo all'interpello l'Agenzia delle Entrate, proprio richiamando il citato art. 24 del D.L. 23/2020, nonché la Circolare n. 9 del 13 aprile 2020, ha chiarito che “tra i termini oggetto di sospensione (dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020) è compreso il termine di 1 anno entro il quale il contribuente che abbia acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale, deve procedere alla vendita dell'abitazione ancora in suo possesso”.

Pertanto, poiché il termine originario di scadenza era quello del 16 maggio 2020, rientrante, quindi nel periodo di sospensione, l'Agenzia delle Entrate conferma che “il termine per la suddetta alienazione riprenderà a decorrere dal 1° gennaio 2021” .

Del tutto condivisibili si ritengono le conclusioni dell'Agenzia delle Entrate, se pure non accolgono in pieno la richiesta del contribuente circa il prolungamento di ulteriori dodici mesi per il rispetto dei termini previsti dalla citata disposizione per effettuare la cessione dell'immobile preposseduto, ma ritenendo applicabile la sospensione. In tal modo, considerato che dalla data dell'acquisto (16 maggio 2019) al primo giorno della sospensione (23 febbraio 2020) sono trascorsi 283 giorni, per il rispetto del termine di un anno ovvero calcolando i rimanenti 82 giorni a decorrere dal 1 gennaio 2021, si dovrà considerare come ultimo giorno per la rivendita il 24 marzo2021.

Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene che anche gli altri termini previsti per le agevolazioni prima casa possano rientrare nella sospensione in oggetto. Infatti la lettera a) del primo comma della nota II - bis dell'art. 1 della Tariffa Parte Prima allegata al DPR 131/86 prevede che se l'acquirente non risiede nel Comune ove è situato l'immobile acquistato può ugualmente usufruire delle agevolazioni prima casa se trasferisce la residenza in quel Comune entro un anno dall'acquisto e lo dichiari in atto. Ugualmente, in caso di rivendita dell'abitazione agevolata prima dello scadere dei cinque anni, non si decade dall'agevolazione se si procede all'acquisto di una nuova casa da destinare a propria abitazione principale, entro un anno dalla rivendita, ai sensi del comma 4 della medesima nota II bis dell'art. 1 della citata Tariffa allegata al D.P.R. 131/86.

Infatti l'art. 24 del D.L. 23/ 2000 fa genericamente riferimento alle disposizioni di questa nota II bis ovvero a tutti i termini ivi previsti per l'ottenimento o il mantenimento delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa di abitazione e quindi anche le ipotesi appena citate potranno usufruire delle suddette sospensioni.

 

Domenico Montemurno

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