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La videoconferenza è l'alternativa efficace alla formazione in aula?


Ciò che risulta importante è porsi una domanda fondamentale: la videoconferenza è davvero l'alternativa efficace alla formazione in aula?
La videoconferenza è l'alternativa efficace alla formazione in aula?

In questo periodo di emergenza, uno dei settori della sicurezza nei luoghi di lavoro più colpiti è senza dubbio la formazione.

Per questo motivo sono letteralmente esplosi i cosiddetti “corsi a distanza” o, per meglio dire, i corsi in videoconferenza, percorsi formativi del tutto simili ai tradizionali con l'unica differenza che tra docente e discenti c'è di mezzo lo schermo di un computer.

Ciò che risulta importante, però, è porsi una domanda fondamentale: la videoconferenza è davvero l'alternativa efficace alla formazione in aula?

Questa domanda merita di certo una riflessione più approfondita in quanto l'attuale risposta potrebbe ovviamente essere influenzata dal periodo storico nel quale ci troviamo.

Il giro di vite che giustamente è stato attuato dal Governo per evitare il diffondersi dell'epidemia ha portato i contatti interpersonali praticamente a zero e, di conseguenza, ha reso impossibile l'organizzazione dei corsi di formazione in aula. Da qui si evincerebbe, quindi, che l'applicazione dei corsi in videoconferenza risulta essere l'unica soluzione utile per ovviare alle necessità formative dei lavoratori.

Ciò che vogliamo fare è indagare su quali sono le potenzialità effettive di una formazione a distanza e, in particolare, della formazione in videoconferenza.

Partiamo da un assunto con il quale difficilmente ci si può trovare in disaccordo: la formazione in aula permette una maggior interazione Docente-Discente.

Senza ombra di dubbio la possibilità di trovarsi fisicamente nello stesso luogo, nello stesso momento, è un fattore di grande importanza nella comunicazione e, di conseguenza, nella formazione.

La prossemica, infatti, risulta essere una delle caratteristiche fondamentali per una comunicazione efficace ed efficiente. Questa peculiarità risulta inevitabilmente assente nella cosiddetta distance learning – o videoconferenza – non tanto perché effettivamente non ci si trova nello stesso luogo nello stesso momento, ma quanto piuttosto per il fatto che tra l'interlocutore e l'ascoltatore vi è di mezzo quello che può essere definito a tutti gli effetti un medium (il computer) il quale è in grado di portare con sé dei piccoli problemi funzionali (microfono che non funziona, telecamera che non va, audio distorto eccetera…) ed interferenze sistemiche (distrazioni) che possono ledere gli enormi vantaggi organizzativi, produttivi ed economici che la videoconferenza intrinsecamente è in grado di offrire sia a chi la propone sia a chi ne fa uso.

Questa, però, non deve assolutamente essere una barriera all'ingresso del sistema, ma piuttosto deve diventare uno strumento per potenziare maggiormente la comunicazione.

Se da un lato, come appunto abbiamo visto, la mediazione della comunicazione da parte del mezzo elettronico porta con sé delle problematiche (grandi o piccole che siano), dall'altro lato è evidente che esistono diversi aspetti positivi: il principale è sicuramente la possibilità di veicolare un maggior numero di informazioni in una struttura rimodulata rispetto alla classica uno a molti (docente – discenti). Con questo si intende dire che, dove nella classica formazione in aula il docente utilizza generalmente le classiche slide di presentazione accompagnandole con la spiegazione delle stesse, grazie agli strumenti della videoconferenza, quello che possiamo definire “sistema aula” formato dal docente e dai discenti, diventa un vero e proprio ambiente di condivisione e interazione simultanea immediata e, in alcuni casi, immersiva; questo perché oltre alla semplice fruizione delle slide, il discente avrà la possibilità di interagire con il docente e gli altri colleghi impegnati in aula usufruendo magari di video interattivi, di quiz con risultati immediati, potrà avviare una comunicazione secondaria con il docente attraverso un ambiente di chat per inviare una richiesta di approfondimento di un determinato argomento eccetera.

Quello che generalmente viene definito il modello “informazionista” (“La lezione in videoconferenza: tecnologia, metodologia e tecnica”  Maurizio Pattoia Morlacchi Editore, 2007) il quale si rifà all' "apprendimento significativo per ricezione" di David Paul Asubel e che viene applicato come processo monodirezionale di apprendimento dove il tutto si può riassumere con invio del messaggio, ricezione del feedback e rimodulazione del messaggio in caso di feedback negativo, è il modello che generalmente viene utilizzato nella formazione in aula dove il messaggio iniziale viene rimodulato a seconda proprio del feedback (il più delle volte visivo e non verbale) che il docente riceve dall'intera aula.

In una situazione in cui il docente non è sempre in grado di ricevere un feedback da tutta l'aula (situazione in cui è possibile trovarsi in una formazione in videoconferenza) è possibile che la rimodulazione del messaggio sia guidata solo dal feedback di pochi soggetti, o per lo meno da coloro i quali sono più attivi durante la videolezione, a discapito di coloro i quali, per problemi tecnici o per indole, non possono fornire un feedback immediato.

Per questo motivo è necessario che la formazione in videoconferenza sia in grado di operare utilizzando un modello diverso, che sposti la figura del discente non più come un soggetto con carenza di conoscenze, ma come un soggetto alla ricerca/creazione di nuovi contenuti e di nuove conoscenze tanto da farlo diventare attore diretto della formazione e che, grazie alle sue esperienze/idee, è in grado di arricchire la raccolta comune di conoscenza.

Il lettore capirà da sé che questo modello, che il Pattoia definisce “modello costruttivista-sociale”, non è una struttura appannaggio della formazione in videoconferenza, ma viene ampiamente già utilizzata anche nella formazione in aula in quanto ampiamente efficace.

Ciò che volgiamo sottolineare è che la formazione in videoconferenza dà la possibilità di ampliare la gamma di opportunità del modello costruttivista-sociale in quanto permette l'interazione tra i soggetti i quali si trovano in un ambiente personale e familiare (la maggior parte delle videoconferenze vedono i discenti collegati da casa, soprattutto in questo periodo) e questo è indubbiamente un vantaggio per la comunicazione. Un ambiente familiare e sicuro permette, infatti, una maggior apertura dei soggetti che, diversamente da quando si trovano in aula con persone estranee, sono in grado di comunicare e proprie esperienze e le proprie idee in maniera più aperta a vantaggio della diffusione e della conoscenza comune.

Ovviamente, a contorno di tutte queste asserzioni, è evidente che uno degli aspetti fondamentali per una formazione in videoconferenza di qualità risiede nella capacità stessa che il docente ha di mantenere viva l'attenzione del sistema aula, caratteristica che è comunque di fondamentale importanza anche quando la lezione si svolge nei classici ambienti fisici di apprendimento.

Ciò che fino ad ora risultava essere una barriera all'ingresso per chi doveva scegliere se approcciarsi alla formazione in videoconferenza per quanto riguarda i temi della Salute e della Sicurezza nei luoghi di lavoro era il fatto che questa fosse poi riconosciuta per l'erogazione degli attestati di formazione.

La Regione Veneto, con le indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari dello scorso marzo ha equiparato a tutti gli effetti la formazione in videoconferenza con quella in presenza. È però necessario sottolineare che, perché la videoconferenza sia ritenuta valida ai fini della formazione dei lavoratori, questa deve seguire determinati canoni, come ad esempio il registro elettronico e il controllo della presenza dei discenti e la somministrazione dei test di valutazione.

Insomma, la videoconferenza è sicuramente un'alternativa molto efficace alla classica formazione in aula, soprattutto in un momento di emergenza come quello che stiamo affrontando.

In Necsi, durante questo periodo di chiusura dei corsi di formazione in aula abbiamo formato più di 40 persone con i corsi in videoconferenza e, vista la buona riuscita degli stessi e i feedback positivi ricevuti dai lavoratori, abbiamo scelto di realizzare anche dei corsi di specializzazione dedicati ad argomenti attuali e tenuti da esperti nel settore in grado di accompagnare i discenti in percorsi formativi estremamente verticali, con l'ausilio delle nuove tecnologie di comunicazione.

 

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