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La visione del bambino nella pedagogia Montessori


L’adulto ha il compito di preparare al bambino un ambiente che favorisca il suo sviluppo naturale
La visione del bambino nella pedagogia Montessori

Si parla molto in questi ultimi anni della pedagogia Montessori sia in ambito scolastico che famigliare. Maria Montessori ebbe la grande capacità di osservare il bambino nel suo ambiente e nel suo fare, per poi giungere a comprendere in profondità i suoi bisogni e le sue risorse. Parliamo di un secolo fa, ma il suo pensiero è attualissimo anche oggi, anche grazie alle conferme che le neuroscienze stanno portando alle sue tesi. Il punto centrale è una visione del bambino completamente nuova che fa del piccolo non un contenitore da riempire, ma un essere da ascoltare, osservare, accogliere nella sua unicità, creatività e capacità di svilupparsi secondo un proprio percorso, dettato fondamentalmente da un maestro interiore che lo guida nei suoi apprendimenti.

Dare la possibilità al bambino di abitare un ambiente a lui adatto, che sia ordinato, stimolante, caldo, attraente, pulito, accogliente, è il compito dell’adulto, genitore, insegnante o educatore che sia.

A scuola come a casa il bambino dovrebbe avere la possibilità di sperimentare la libera scelta, l’autonomia e l’indipendenza, di sperimentare una relazione con l’adulto che sia sicura e fonte di serenità. Niente premi e niente punizioni, ma una modalità pacata e ferma che sia in grado di far sentire al bambino quell’autorevolezza necessaria a creare fiducia e stima nell’adulto, oltre che di sé. Niente di più difficile!!! L’adulto per arrivare a questo deve fare un percorso su di sé, deve guardarsi dentro e dare ascolto anche a quel bambino interiore che spesso non è completamente integrato nella vita dell’adulto. I bambini infatti ci fanno da specchio e hanno una straordinaria capacità di toccare le corde più delicate, responsabili della perdita di controllo!!

La pedagogia Montessori, quindi, ci fornisce indicazioni sia sulla relazione con il bambino, sia sui materiali di sviluppo che possono incrementare le abilità e gli apprendimenti. Per ogni fascia d’età la dottoressa Montessori ha pensato a dei materiali particolari, da sottoporre ai bambini al momento opportuno, perché solo così essi possono assolvere pienamente alle loro funzioni. Fornire ad un bambino un materiale per il quale non è ancora pronto può generare frustrazione, viceversa dare un materiale troppo semplice può annoiare il piccolo e, quindi, allontanarlo dall’attività. Inoltre, ogni materiale deve essere presentato con una particolare modalità e il bambino non può utilizzarlo a suo piacimento, ma deve seguire le indicazioni dell’insegnante.

Limiti e libertà nel metodo Montessori si trovano in una situazione di eccellente equilibrio, grazie a questo, il bambino può sperimentare il contenimento e la presenza di un adulto che accompagna in silenzio e contemporaneamente ha la possibilità di mettersi in gioco e di sperimentare le sue capacità: tutto ciò porta ad un approccio al bambino che stimola e sviluppa autostima, capacità di ascolto interiore, rispetto per sé, per gli altri e per l’ambiente, bagaglio indispensabile per lo sviluppo di un adulto consapevole e responsabile, cittadino del mondo.

Non sono molte purtroppo le scuole che in Italia adottano il metodo Montessori, nonostante qualcosa stia cambiando. Nascono associazioni di genitori o di insegnanti che hanno come finalità la diffusione di un tale pensiero pedagogico, convinti che anche nella scuola pubblica e nella famiglia sia importante portare un cambiamento.

Per Maria Montessori l’ambiente ha un’importanza fondamentale, ma “[…] dell’ambiente fa parte anche l’adulto: l’adulto deve adattarsi ai bisogni del bambino e renderlo indipendente per non essergli di ostacolo e per non sostituirsi a lui nelle attività attraverso le quali avviene la sua maturazione” (Il segreto dell’infanzia). Per giungere a questa modalità di relazione è necessario, come già detto, prima di tutto ri-educare se stessi! Chiedersi: ma chi è per me il bambino? Come lo sto guardando? Quali sono i suoi veri bisogni? Cosa posso fare per non viziarlo e al contempo renderlo capace di scegliere e ascoltare le sue esigenze? Quali i limiti e quali i permessi che lo possono aiutare veramente a crescere?

Sono solo alcune delle domande che è importante porsi per comprendere a fondo quale stile educativo mettiamo in atto e quale vorremmo adottare, basandoci proprio sul desiderio di dare il meglio al bambino che abbiamo di fronte.

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