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Lavorare a colori...in epoca Covid


Ci toccano i colori delle Regioni, possiamo reagire! Analisi e ripartenza con domande mirate
Lavorare a colori...in epoca Covid

Siamo nella settimana del festival di Sanremo e prendiamo “spunti musicali” per lavorare al meglio. Qualche anno fa, Alessandra Amoroso ha lanciato un suo grande successo, “Vivere a colori” e di certo non avrebbe immaginato di anticipare una realtà un po’ diversa dalle aspettative di tutti noi. Nel testo fa riferimento all’importanza delle emozioni nella nostra quotidianità, di colorare le nostre giornate vivendo le emozioni – faceva riferimento diretto all’amore – e più in generale di apprezzare a pieno il momento presente, tralasciando magari alcuni aspetti che fanno da sfondo. Farsi guidare dalla semplicità della bellezza delle emozioni positive e lasciarsi andare ad esternazioni affettuose.


Foto di garageband da Pixabay

 

Adesso, però, torniamo a noi e a quanto stiamo vivendo in Italia... Siamo a colori, vari e cangianti e non si intravede una linea di “continuità di colore”, scusate il gioco di parole.

Le implicazioni sul nostro modo di vivere quanto sono impattanti? Da dove possiamo cominciare ad esaminarle?

Nei mesi scorsi abbiamo assistito a dispute politiche basate esclusivamente sul tema della produttività; queste discussioni lasciano il tempo che trovano a chi deve organizzare le proprie attività, aziendali professionali e famigliari nella vita reale e si trova a dover subire le decisioni tecnico-politiche in merito alla propria regione e ai propri interessi. Giusto per fare un esempio, un conto è avere tutto il proprio nucleo famigliare nella stessa regione oppure a poca distanza ma in due diverse; cambiano le regole, cambiano le azioni possibili.

La domanda è: come ci possiamo regolare in questo clima di continui cambiamenti? 

Non è facile. Lo sottolineo perché anche se può sembrare ovvio non è affatto scontato. Rimarcare questo aspetto è di fondamentale importanza. Se siamo consapevoli che stiamo affrontando delle criticità che non dipendono da noi ma da altri – i decisori politici – avremo delle regole imposte nuove da rispettare.

Se cambiano le regole cambia il gioco. Se cambia il gioco devo adattarmi. 

Sono sul mercato e ho delle regole nuove da seguire. Chi meglio si adatta riesce ad essere più efficace. La gara, quindi, non è più solo con i miei concorrenti diretti e indiretti ma tra chi riesce ad individuare nuove modalità di gestione funzionale delle regole e chi tenta di sopravvivere. Aumentano i potenziali concorrenti. Bene, nell’ipotesi che siamo riusciti una prima volta a fare tutto questo percorso all’improvviso cambiano di nuovo le regole. Altro cambio, altra gara.

Non è che per caso mi conviene stare fermo?

Stare fermo? In questo caos? Mi spiego meglio, la domanda è provocatoria. Non è detto che cambiare troppo e troppo in fretta sia la strategia giusta. Come tutti sanno, non esiste una strategia giusta che permetta di affrontare tutte le battaglie. Anche il cambiare troppo senza avere dei punti di riferimento può essere pericoloso. Se cambiare è necessario, avere punti saldi lo è altrettanto.

In che momento della mia vita aziendale o professionale mi trovo?

Posso in maniera maggiormente favorevole per me cambiare o cercare punti di riferimento? Per rimanere in tema musicale, Battiato cercava “un centro di gravità permanente” che gli permettesse di non cambiare idea sulle cose e sulla gente.

Noi in che fase siamo, e con chi stiamo giocando? Analizziamo i diversi ruoli intorno a noi e vediamo come si sono disposti in campo sia i colleghi che i concorrenti. Lo stesso vale a grandi linee se, invece, siamo in ambito famigliare. Costruiamo alleanze e gettiamo ponti.

Questo è uno degli ambiti di intervento che prediligo, lavorare insieme per lavorare meglio. Creare un ambiente di sviluppo e crescita per sostenere un cambiamento ed un adattamento alle nuove realtà.


Contattami per conoscermi e valutiamo insieme l’opportunità di collaborare: info@giovannidamore.it

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