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Lavoro a chiamata: un'alternativa da valutare


Dalla stretta sui contratti a termine una valutazione delle alternative possibili...
Lavoro a chiamata: un'alternativa da valutare

Il lavoro intermittente, introdotto con il Dlgs 276/2003 è un contratto con il quale un lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo. La chiamata puo' essere effettuata:

- con vincolo di risposta per il dipendente, nel qual caso l'azienda corrisponda una indennità di disponibilità

- senza obbligo di risposta. In questo caso il lavoratore ha facoltà di rispondere alla chiamata

Qualsiasi tipo di impresa può stipulare i contratti a chiamata purchè sia stata effettuata la valutazione dei rischi prevista dalla legge sulla sicurezza nei posti di lavoro. Viene esclusa dall'applicazione di questa tipologia di contratto solo la Pubblica Amministrazione

Il contratto può essere stipulato:

Con soggetti in stato di disoccupazione con più di 45 anni di età, anche pensionati o con soggetti con meno di 25 anni di età. I limiti di età possono essere superati se si fa riferimento alle causali oggettive, ovvero alle previsioni dei contratto collettivi o, ove mancanti, alle mansioni individuate dalla tabella dei lavori discontinui e di semplice attesa allegata al regio decreto 6.12.1923 n. 2657.

La consultazione della tabella ci sorprenderà per le svariate possibilità che offre proprio per le categorie ove il contratto intermittente è maggiormente richiesto.

SI pensi ad esempio ai fattorini (p.4 del decreto) o ai camerieri e personale di servizio e di cucina negli alberghi, trattorie e pubblici esercizi (punto 5) o pesatori, magazzinieri, dispensieri ed aiuti (nella cui categoria rientrano anche le persone chiamate a fare l'inventario di fine anno o a scaricare merce dai tir).

Insomma questo tipo di contratto, spesso sottovalutato, ci offre molte possibilità per risolvere situazioni in cui non sarebbe nè economico nè necessario stipulare un contratto a termine.

L'unico limite è il computo di massimo 400 giornate nel triennio. Tale limite non si applica però ai settori del turismo e dei pubblici esercizi per i quali, ferma restando la discontinuità della prestazione, quale requisito imprescindibile, il limite può essere superato.

Il rapporto può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato e il computo dei dipendenti verrà effettuato in base alle giornate effettivamente svolte nel semestre.

Oltre il classico unilav di assunzione e la firma del contratto, per questo tipo di assunzione è necessario anche effettuare la comunicazione dell'inizio e fine della chiamata mediante sms o mail all'indirizzo intermittenti@mailcert.lavoro.gov.it che può essere fatta anche telematicamente tramite il portale cicli lavoro o appositi software disponibili sul web che permettono di tenere traccia delle comunicazioni fatte.

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