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LCA e EPD come strumenti di sostenibilità ambientale


LCA e EPD, un approccio all’ambiente che abbracci l’intero ciclo di vita aziendale, il cosiddetto “Environmental Life Cycle Thinking”
LCA e EPD come strumenti di sostenibilità ambientale

L’analisi del ciclo di vita dei prodotti ha un iter temporale che inizia nel secolo scorso, di seguito gli step più significativi.

Anni '60: nasce l’approccio “Environmental Life Cycle Thinking”, si inizia a pensare agli impatti ambientali causati dall’intero ciclo di vita di un prodotto.

Anni '70: in America l’Agenzia per l’ambiente EPA (Environmental Protection Agency) promuove le indagini REPA (Resource and Environmental Profile Analysis) finalizzate a studiare e confrontare il ciclo di vita dei principali materiali utilizzati nelle grandi produzioni industriali (ad es. Coca Cola, Mobil Chemical Company, …).

In questi anni nel mondo scientifico si trattano le tematiche quali la limitatezza del pianeta, lo sfruttamento delle risorse e i sempre più evidenti impatti ambientali inoltre viene redatto il testo “Manuale di analisi energetica” di Bouestead e Hancock (1979), che crea le basi dell’attuale metodologia LCA che divenne strumento di supporto per l’analisi ed il miglioramento delle attività produttive.

Anni '90: durante il congresso Setac (Society of Environmental Toxicology and Chemistry) nasce il termine LCA (Life Cycle Assessment) per definire gli obiettivi delle analisi sul ciclo di vita.

Successivamente l’ISO (International Standards Organization) andrà a standardizzare la metodologia che è oggi definita nelle norme ISO 14040 e 14044 del 2006.

In origine uno studio di LCA si componeva di 3 fasi:

1.    raccolta dati tramite inventario;

2.    interpretazione, tramite analisi dei dati e degli impatti ambientali;

3.    miglioramento del sistema con prove e scenari differenti.

Queste 3 fasi furono la base delle prime norme ISO su LCA (dalla 14040 alla 14043, anni 1997-98) sostituite nel 2006 dalla nuova ISO 14040 e dalla ISO 14044.

Nascono i primi strumenti di calcolo, software e manuali basati sulle indicazioni e le procedure delle norme ISO e che hanno reso LCA una metodologia standardizzata.

La metodologia LCA risulta in continuo divenire in quanto la ricerca avanza, c’è necessità di banche dati di riferimento, nuove metodologie di calcolo degli impatti ambientali e dei modelli di riferimento per l’interpretazione.

Le norme ISO di riferimento come detto in precedenza sono:
-    ISO 14040 “Principi e quadro di riferimento”: sintesi di cosa serve per una corretta valutazione LCA;
-    ISO 14044 “Requisiti e linee guida”: guida nell’esecuzione della LCA

Obiettivo di una valutazione LCA è definire come migliorare le performance ambientali di un sistema, ma questo strumento rappresenta anche fondamentale per effettuare scelte a livello di decision-maker ed essere utilizzata come strumento di marketing.

Ma come si effettua uno studio LCA? Si parte definendo la cosiddetta “unità funzionale” e successivamente si articola in quattro fasi consequenziali: definizione di obiettivi e scopi dello studio, analisi dell’inventario (cioè la raccolta dei dati di processo che genera il prodotto e/o il servizio), valutazione degli impatti ambientali, interpretazione dei risultati del modello.

L’interpretazione dei risultati è una fase molto delicata ed i dati devono essere interpretati in maniera attenta, ricordando che non esistendo un metodo unico per condurre un’analisi LCA valutazioni su uno stesso sistema possono portare a risultati diversi.

Insieme con il metodo LCA per la valutazione delle performance ambientali abbiamo le dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD®) che come le altre etichette ambientali si sono diffuse a livello internazionale ed europeo negli ultimi anni.

Le etichette ambientali sono di natura volontaria ed hanno lo scopo di comunicare al mercato le caratteristiche e le prestazioni ambientali di un prodotto. I destinatari di tali messaggi, a seconda dei prodotti, possono essere sia i semplici consumatori finali che i professionisti che possono proporre tali manufatti a clienti terzi.

La norma ISO 14020 distingue tre tipi di etichettature ambientali:

- Tipo I (ISO 14024): etichette ecologiche assegnate da organismi di parte terza, indipendenti dal produttore. Un esempio di etichettatura di tipo I è costituito dall’Ecolabel europeo.

- Tipo II (ISO 14021): asserzioni ambientali basate su autodichiarazioni del produttore non convalidate né certificate da organismi indipendenti. Tali etichette devono contenere dichiarazioni non ingannevoli e verificabili, proprio per non sminuirne l’efficacia. Un esempio di etichetta è costituito dall’autodichiarazione della percentuale di materiale riciclato all’interno di un prodotto.

- Tipo III (ISO 14025): dichiarazioni che quantificano gli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto. Tali valutazioni passano attraverso un’analisi di tipo LCA, in modo tale che i risultati siano confrontabili con quelli ottenuti per altri prodotti appartenenti alla stessa categoria. Tra queste dichiarazioni che sono sottoposte a un controllo terzo indipendente la più conosciuta è quella costituita dal sistema EPD® (Environmental Product Declaration, Dichiarazione Ambientale di Prodotto).

Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto è un documento che contiene delle informazioni oggettive, confrontabili e credibili relativamente a un prodotto mediante l’analisi del ciclo di vita (LCA) secondo gli standard della ISO 14040.

La creazione di una EPD® passa attraverso la redazione dei seguenti documenti:

- I requisiti specifici di prodotto (Product Category Rules, PCR). Per poter effettuare un confronto tra dichiarazioni di prodotti analoghi, è necessario definire delle regole valide esclusivamente per uno specifico prodotto. In questo modo si fissano i parametri da seguire e rispettare per la stesura dello studio LCA all’interno del gruppo cui il prodotto si riferisce. I PCR hanno valenza internazionale, proprio per consentire lo scambio dei risultati delle valutazioni anche tra aziende appartenenti a nazioni diverse.

- Una analisi LCA, in base alle indicazioni presenti nei PCR, nelle linee guida del sistema EPD® e secondo le indicazioni contenute all’interno delle norme ISO 14040 e 14044. Risulta chiaro che lo studio LCA è un momento fondamentale all’interno della redazione di una EPD.

- La Dichiarazione ambientale. I contenuti della EPD dovranno essere analizzati e verificati da un ente terzo indipendente, che ne effettuerà la convalida. Il documento che ne deriva consentirà di comunicare in maniera efficace i risultati dell’analisi LCA, consentendo inoltre di confrontare i risultati ottenuti con quelli relativi a prodotti di aziende concorrenti.

LCA ed EPD sono applicabili a prodotti e servizi.

 

 

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