Verso le Elezioni Europee, tra Brexit e assenteismo al voto


Esiste una “identità europea" o esistono tante identità quanti gli Stati membri?
Verso le Elezioni Europee, tra Brexit e assenteismo al voto

Alla vigilia delle elezioni europee di maggio, si fa sempre più pressante l’invito ad interrogarci sul come e sul cosa fare per la costruzione della “casa comune europea”.


La domanda che emerge a gran voce è: esiste una “identità europea?”
O esistono tante identità quanti gli Stati membri?
Ci definiamo italiani più di quanto ci definiamo europei?


L’Unione europea ha un inno, l’Inno alla Gioia, un santo patrono, San Benedetto da Norcia, un motto “Uniti nella diversità” e una bandiera.
Ma ciascuno Stato è disposto a sacrificare qualcosa per costruire davvero un’unica entità?


Esempio di qualche giorno fa…A seguito dell’uscita di Londra dalla Ue, la rappresentanza degli interessi dell’intera Unione presso le Nazioni Unite verrà esercitata dalla sola Francia. In base all’articolo 34 dei Trattati europei la Francia, così come la Gran Bretagna, dovevano consultarsi con gli Stati membri, tenerli informati, cercare di avere una posizione quanto più condivisa possibile in sede Onu.

Con la Brexit la situazione è radicalmente cambiata.

E’ stata avanzata allora la richiesta da parte della Germania, appoggiata dalla Francia, di avere un seggio permanente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ben sappiamo che ad oggi queste due Nazioni danno priorità agli interessi nazionali, anziché a quelli comunitari.


Non sarebbe meglio a questo punto avere un seggio unico dell’area euro?
Il 26 maggio gli italiani saranno chiamati a votare direttamente i propri rappresentanti al Parlamento Europeo.
Il Parlamento europeo ha lanciato un’azione di comunicazione “Stavolta voto” il cui obiettivo è quello di coinvolgere quante più persone per sensibilizzare a recarsi alle urne.
Il partito del non voto, che in Europa è risultato del 57,9%, in Italia alle ultime europee è stato 42,8%.
Forse sarebbe meglio rammentare che il voto è personale, libero e segreto, ed è garantito dall'articolo 48 della Costituzione. Il suo esercizio è un dovere civico ed è stato una conquista non solo per le donne.

 

Articolo del:


di Avv. Tecla Trotta

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