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Lei, Lui e...i suoi figli


Gestire i rapporti con i figli dei propri compagni. Dinamiche di relazione e definizione dei giusti confini
Lei, Lui e...i suoi figli
E’ molto frequente oggi avere delle relazioni con uomini/donne che hanno dei figli da precedenti unioni, figli che ad un certo punto entrano a far parte anche della nostra relazione attuale, ponendoci di fronte a difficoltà, dubbi.
Il nostro/a partner può non essere sempre disponibile per noi perché deve dedicare del tempo ai suoi figli (festività, fine settimana, vacanze), deve occuparsi di alcuni aspetti della loro vita (scuola, malattie, ecc.). E che succede se questi vivono con noi e ci troviamo ad assistere a comportamenti che non avremmo mai accettato o permesso?

Sorgono in noi rabbie e insicurezze legate al futuro della nostra relazione o al potenziale confronto col bimbo/a o con l’ex del nostro/a partner, proviamo rabbia e gelosia che ci fanno mettere in atto ripicche e recriminazioni che a lungo andare creano malessere anche nella nostra relazione.
I figli dei nostri partner diventano così il terzo membro della relazione, i nemici con cui competere o dalla cui accettazione è legato il futuro della nostra relazione.
In questa situazione siamo di fronte a dei confini confusi, in cui ognuno invade ruoli e funzioni di altri e in cui il bambino può essere triangolato e divenire il bersaglio delle nostre rabbie verso il partner, o il "pretesto" per l’altro per svincolarsi dalla relazione.

Come possiamo gestire meglio questa situazione?

Occorre ridefinire prima di tutto un confine chiaro: quel bambino/a non è figlio/a nostro ma il figlio/a del nostro compagno/a, è il frutto di un’altra relazione. Il bambino/a e il nostro partner sono una realtà che esiste a prescindere da noi, hanno un legame che va rispettato mantenendo la giusta distanza.
Rispettare tale confine ci permette di non sostituirci ai genitori naturali, noi non potremmo mai esserlo. Assumere la giusta posizione aiuta il bambino/a ad accettarci, anche lui o lei sta facendo i conti con una nuova realtà il suo genitore con accanto un altro uomo o un’altra donna.
Il nostro partner deve aiutarci a stabilire questo confine, anzi questo può essere un obiettivo della coppia.

La relazione è dunque la cornice in cui osservare le difficoltà che viviamo. Il bambino/a, salvo casi particolari di difficile gestione o convivenza, è un capro espiatorio e concentrarsi solo su di lui crea ancora maggiore distanza con il partner.
E’ utile poterne parlare con il nostro/a partner perché insieme potremmo trovare nuove risorse nella relazione e definire un nuovo equilibrio di coppia.

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