Lo scettico credulone


Paradossi della credibilità tra comunicazione e autogoverno
Lo scettico credulone
Viviamo nell’epoca dei segreti immaginari. E’ facile essere ripresi, schedati, profilati. Le carte fedeltà, gli accessi ad internet, i consumi, i gusti personali, lasciano traccia delle nostre privatissime abitudini. Tutto sembra pubblico. E' divenuto normale vedere la foto di un conoscente con il pigiama, postata su facebook prima di andare a dormire: il che è come fare un comunicato stampa per annunciare l’evento!
Eppure il termine "segreto" spopola. Ci piace pensare vi sia qualcosa di non conosciuto. Trame oscure, complotti, spazi grigi, catturano curiosità ed audience. Amiamo forse pensare ci sia altro, nascosto tra la banalità del quotidiano.
Tra gli amanti dei segreti c’è una categoria particolare.
Non è il credulone integrale cioè quello disposto a credere tutto, senza filtri.
Si tratta invece di una figura opposta come attitudine iniziale ma coincidente negli esiti.
Esistono infatti persone che mettono in dubbio tutto, non per esigenza di verifica, ma per sfiducia sistemica.
La credibilità della fonte può essere favorita dalla simpatia, dalla somiglianza, dalla vicinanza valoriale o di interessi. I latini chiamavano captatio benevolentiae la creazione di un campo di predisposizione positiva al messaggio. Ma lo "scettico credulone" non accoglie l’idea per l’abilità e l’autorevolezza della fonte. Crede perché è stato sospettoso su tutto. Non ha voluto dare fiducia alla scienza, alla notizia verificata, al docente esperto. Ha utilizzato energie enormi per cercare qualcosa di losco e nascosto tanto da non poter più distinguere tra verità e fandonia. E infine cede al primo segreto farlocco. Dopo aver smontato con cinismo e sarcasmo le proposte attuabili ed interessanti, lascia entrare quella meno seria: è ingenuo per sfinimento. Non vede il contesto perché lo ha reso tutto grigio. Se tutte le fonti vengono screditate il rischio è adagiarsi proprio sulla peggiore. Siamo lontani dal giusto mix tra fiducia e prudenza: la capacità di tenere desta l’attenzione si è persa per incapacità di gestione (e quindi risparmio) dell’attenzione.
Insomma lo scettico credulone è un ricevente talmente sospettoso su ogni emittente da credere alla fandonia.

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