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Ma in azienda comandi ancora?


“Ma dai, non scherziamo, la delega è l’unico modo con il quale riuscire a gestire tutte le priorità possibili”. Ma davvero ne siamo certi?
Ma in azienda comandi ancora?
Probabilmente il titolo avrà fatto sorridere molti.
A dire il vero la maggior parte di imprenditori e manager fanno già molta fatica a gestire le loro priorità secondo una buona delega e, non pochi, hanno la necessità di perfezionarsi. Non può essere diversamente se si considera la quantità di bibliografia inerente i vari stili di comando.
"Anche la delega è un modo di esercitare il comando e agire sull’organizzazione aziendale, causando un costo nascosto e gravoso."

Ora chiediamoci: esiste una modalità differente per far andare avanti e prosperare una azienda al posto "del comandare", dal quale consegue una organizzazione top down declinata in diversi livelli di accentramento?

La domanda può avere una risposta possibile anche se non immediatamente implementabile nei processi aziendali. Circa il 45% del PIL americano, ed è un dato di qualche anno fa, è perso nelle dinamiche di organizzazione del lavoro e di controllo top-down, come una enorme falla nella produttività aziendale. E’ incredibile pensare come un’azienda di 50mni di euro di fatturato ne perda 22,50 per la "gestione della gestione". D’altra parte, con livelli di protesta molto alti, pure Amnesty International è stata tacciata di spendere più per sé stessa di quanto non dia in beneficenza. E’ semplicemente il risultato di quello che ho appena detto.

Ora, prova a fare il conteggio del tuo 45% del fatturato della tua azienda, dividi il risultato per due, e dimmi cosa ne pensi di guadagnare questa cifra sul totale di quello che viene speso nell’organizzazione dei processi. Interessante vero? E con un investimento che in relazione al totale risparmiato è bassissimo. E ti dico da subito non è immediato, perché si deve agire prima a livello culturale.

Tutti gli studi che vengono fatti sull’organizzazione aziendale, si sforzano di ottimizzare, velocizzare, semplificare i processi. Questo è lodevole e necessario ma il fatto è che si agisce solo sulle modalità dei fattori interessati. E’ un poco come tentare di svuotare il mare con una bacinella invece che con il cucchiaio e, forse, prendere più persone per avere più bacinelle. Comunque non ci si muove di molto.

Come ho premesso il cambiamento virtuoso non è facile perché si tratta di un cambiamento culturale che deve venire all’interno dell’azienda. Certamente le aziende nuovo possono avere maggiori chance implementando questa vision dall’inizio.

"Non si possono avere cambiamenti di processi ed implementare nuovi strumenti in azienda, se il cliente interno dell’azienda non è culturalmente pronto. Bisogna arare il terreno prima di mettere i semi per avere piante rigogliose"

E invece tutte le aziende pensano di piantare semi senza preparazione, lamentandosi poi che i risultati non sono quelli che si aspettavano. E anche le aziende costituite posso procedere tranquillamente a questa visione di organizzazione di business illuminata e senza necessariamente passare attraverso la modalità delega.

Si tratta di iniziare un intervento strutturato e personalizzabile, diviso in 4 step che va dal momento zero, quello attuale, al momento x finale. Non necessariamente devono essere raggiunti tutti: si può decidere di accontentarsi ed essere soddisfatti anche a livelli intermedi di efficienza.

Il concetto per spiegare questo nuovo approccio, è conosciuto, ma sempre utile. Ora proviamo ad immaginare il funzionamento complesso, dinamico, sempre in cambiamento del corpo umano. Le differenti funzioni per la sopravvivenza sono per la maggior parte involontarie e a livello cellulare ogni singola cellula ed organo svolge integrato la sua funzione. A questo livello di considerazione non abbiamo un capo predefinito ma un insieme di ruoli e di azioni dettate dal contesto che muta continuamente.
Questa immagine mi pare proprio illuminante se trasferita in una azienda. Rimodulando la managerialità, agendo culturalmente su tutti i livelli aziendali, si ottiene un valore aggiunto che supera le necessità di coordinamento e controllo perché arriva all’integrazione. Ed ecco l’enorme guadagno aziendale.
Riprendo un classico termine come quello di "storming" di Tuckman, riportandolo più che alla tempesta, ad alla visione di uno "stormo" di uccelli migratori. Vi siete mai chiesti come fanno a muoversi in così tante direzioni per trovare poi quella giusta, senza mai perdere la loro qualità di stormo? E quanto oggi, ogni imprenditore, o manager, si sente in una continua reiterata situazione di bufera dalla quale non ne esce mai?

"Per affrontare la complessità moderna l’implementazione di processi aziendali, deve avere possibilità di affidarsi all’integrazione totale di ogni persona in azienda. Proprio come si muovono gli uccelli nello stormo, mantenendo sempre la loro identità di gruppo."

In poche parole: il modo per far si che una azienda sia profittevole al massimo, non è quella di comandare, non è quella di delegare, ma bisogna ripensare le funzioni ad ogni livello per implementare la coordinazione spontanea, quale punto di arrivo massimamente performante con il minor costo. Il processo è sfidante ed emozionante sicuramente appagante e facilitato nel momento che si ha una giusta guida.

Come accennavo il processo è composto di 4 moduli strutturati e sequenziali, divisi a loro volta in 4. Si inizia con un interventi di alto valore culturale aziendale per poi aumentare via via interventi specifici di formazione classica e creazione di nuovi processi virtuosi.
La ricetta segreta del processo sono i valori identificati e verificati del processo e come inserirli e farli crescere in un contesto aziendale.

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