Manutenzioni straordinarie, siamo all’ultimo atto?


Potrebbe essere l’ultimo anno in cui poter beneficiare delle detrazioni fiscali del 50% per i lavori di manutenzione straordinaria
Manutenzioni straordinarie, siamo all’ultimo atto?
Tra le soluzioni avanzate dalla neo alleanza tra Lega e Movimento Cinque Stelle per trovare le coperture finanziarie al contratto sulle riforme da attuare vi è la soppressione o comunque il ridimensionamento delle detrazioni fiscali pari al 50% delle spese per gli interventi di ristrutturazione straordinaria.
Il 2018, quindi, potrebbe essere l’ultimo anno in cui sarà possibile godere del beneficio fiscale nei termini decisi dal precedente governo, salvo cambiamenti.
Quindi, nel caso in cui fossero necessari interventi per ristrutturare casa oppure nei casi di compravendita immobiliare di appartamenti da ristrutturare, sarebbe auspicabile effettuare i lavori edili entro il 31 dicembre 2018.

Ma che cosa si intende con interventi di manutenzione straordinaria?

In base all’articolo 3, comma 1, lettera b) del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) sono interventi di manutenzione straordinaria le "opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione di uso".

Gli elementi essenziali che non vanno alterati sono, quindi, la destinazione d’uso (residenziale, commerciale) e la volumetria (ovvero lo spazio occupato dall’edificio o dall’unità immobiliare).

La norma è stata ripresa anche nella circolare dell’Agenzia delle Entrate 7/e del 4 aprile 2017 che, inoltre, elenca a titolo esemplificativo tutta una serie di interventi di manutenzione straordinaria, ovvero:
- sostituzione infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso;
- realizzazione ed adeguamento di opere accessorie e pertinenziali che non comportino aumento di volumi o di superfici utili, realizzazione di volumi tecnici, quali centrali termiche, impianti di ascensori, scale di sicurezza, canne fumarie;
- realizzazione ed integrazione di servizi igienico-sanitari senza alterazione dei volumi e delle superfici, compresi anche quelli relativi alla costruzione della rete fognaria fino alla rete pubblica, realizzati con opere interne o esterne
- sostituzione di una caldaia in quanto è inteso come diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento
- realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio;
- consolidamento delle strutture di fondazione e in elevazione;
- rifacimento vespai e scannafossi;
- sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote d’imposta;
- rifacimento di scale e rampe;
- realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;
- sostituzione solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti;
- sostituzione tramezzi interni, senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare;
- realizzazione di elementi di sostegno di singole parti strutturali.

Il mio studio si occupa da anni di manutenzioni straordinarie, oltre che di interventi esterni (facciate, tetto, ecc...) e di sicurezza nei cantieri e si rende disponibile per ulteriori informazioni al riguardo.

Articolo del:


di Arch. Michele Rusca

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse